5 ottime ragioni per smettere di lamentarsi

Chi si lamenta in continuazione si preclude la possibilità di cambiare, di trovare soluzioni ai problemi, in più si isola

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Lamentarsi non fa bene. Può essere una valvola di sfogo da attivare ogni tanto, ma il lamento continuo e costante è una modalità della mente che non aiuta a stare meglio né a reagire alle difficoltà. Non solo: quando ci lamentiamo a lungo produciamo cortisolo, l'ormone dello stress che ha effetti negativi sull'ippocampo, la zona del cervello fondamentale nei processi di apprendimento e nella memoria, capace di produrre nuovi neuroni. In più, chi si lamenta in continuazione non fa che auto-isolarsi. Ecco 5 buone ragioni per smettere di lamentarsi.

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1. Lamentarsi crea pessimismo

I professionisti del lamento, quelli che non perdono occasione per recriminare praticamente su tutto, non fanno che creare attorno a sé un alone di pessimismo, che si auto-alimenta. Si riempiono la mente di emozioni negative (rabbia, risentimento, invidia, tristezza, ecc.), che non aiutano a stare meglio e sono per di più contagiose. Le neuroscienze ci dicono che se abbiamo un certo tipo di pensiero, questo è più facile che si ripresenti nella nostra mente. Dunque, lamentela genera lamentela, una spirale negativa. Fortunatamente è vero anche il contrario.

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2. Lamentarsi toglie energie positive

Il lamento cronico toglie energie positive, impedisce di affrontare la realtà con la mente aperta. Se una soluzione al problema esiste (es, mi hanno mandato una cartella delle tasse sbagliata) crucciarsene in continuazione non aiuta a richiedere una legittima compensazione, anzi fa solo perdere tempo ed energia per riparare al danno. Anche quando una soluzione non esiste (es. il treno è in ritardo) lamentarsi serve davvero a poco.

3. A nessuno piace chi si lamenta

Lamentarsi non è sexy. Per niente. Solo le persone che non si lamentano quasi mai ci sorprendono positivamente. A parte qualche momento di legittimo sfogo (siamo umani!!), è bene innalzare la soglia del lamento in modo che scatti solo in rare e motivate occasioni e smetta di essere una litania costante. Chi si lamenta di continuo mette a repentaglio le sue relazioni.

4. Lamentarsi non aiuta a trovare soluzioni

Lamentarsi, rimuginare, recriminare fanno entrare la mente nella spirale del pensiero ruminativo, ovvero nell'over-thinking, una modalità che non aiuta a cambiare o a trovare soluzioni. Lamentarsi significa non accettarsi, non tollerare l'impossibilità di affrontare una situazione, non affrontare la frustrazione che deriva dall'incapacità di modificare lo stato delle cose. È uno stato della mente che privilegia il pensiero razionale ma esclude la sfera emotiva, essenziale nel problem-solving e nell'adattarsi alle situazioni nelle quali non possiamo fare oggettivamente nulla per cambiare.

5. Lamentarsi fa cadere nel vittimismo

Uno sfogo ogni tanto fa bene per alleggerire la carica emotiva, cercare aiuto o conferme, però i brontoloni cronici finiscono per cadere nel vittimismo, tendono cioè a scaricare lontano da sé le responsabilità (es, non funziona mai nulla, non cambierà mai niente, ce l'hanno tutti con me), senza mai prendere l'iniziativa per cambiare le cose, sfiduciati, sospettosi, auto-commiserandosi, indossano l'abito della vittima anche quando è completamente fuori luogo.

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