Come imparare a controllare la fame con la mindfulness

La prova costume è arrivata e, con essa, l'ansia per il non sentirsi in forma: per arginare facili consolazioni nel cibo, scopri gli esercizi utili per prendere coscienza del tuo corpo

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Care amiche,

il caldo ha avvicinato i tempi della famigerata prova costume ricordandoci che il passaggio dal corpo non visto al corpo esposto non è facile. Sui giornali il tormentone della cellulite va di pari passo all'esibizione di fisici perfetti come solo Photoshop può garantire. E persino le atlete si crucciano per la pelle a materasso. Secondo gli esperti, mai come nella nostra epoca la preoccupazione per la forma fisica si è accompagnata all'umano debordare dai limiti di un peso ragionevole. E l'obesità negli ultimi 50 anni è cresciuta assieme a un senso di insoddisfazione corporea che colpisce indiscriminatamente anche chi è longilineo e sano.

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In fondo, il mondo è diviso tra chi non mangia e chi mangia male, tra Paesi in cui si muore di fame e quelli in cui ci si abbuffa o si pecca di malnutrizione.

L'equilibrio, questo sconosciuto

L'approccio occidentale al problema ne cerca la causa lineare: se il mio corpo è grasso è perché assumo troppe calorie e/o mangio cose sbagliate. Secondo l'approccio mindfulness tipico della mentalità orientale, invece, se il mio corpo non in linea è perché io non sono in equilibrio e ho perso consapevolezza di ciò che provo a livello sensoriale, emotivo, relazionale e mentale.

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Non è forse vero che, quando ci sentiamo soli o in ansia, invece di accogliere queste emozioni e prendercene cura, cerchiamo di anestetizzarci o di distrarci con qualcos'altro di consolatorio e momentaneamente gratificante? Dice Thich Nhat Hanh nel libro Il dono del silenzio: «La maggior parte di noi ha l'abitudine di cercare distrazioni. Il che conduce spesso a qualche forma di consumo non salutare, per esempio fare uno spuntino pur non avendo fame». Se diventiamo consapevoli di questo meccanismo, possiamo porvi rimedio utilizzando, a posto del potere compensativo o sedativo del cibo, l'energia trasformatrice della consapevolezza. Possiamo usare il respiro consapevole per nutrire il corpo e la mente. «Dopo un respiro consapevole o due potresti provare minore desiderio di rimpinzarti o di distrarti col cibo. Il tuo corpo e la tua mente tornano a connettersi e vengono entrambi nutriti dalla consapevolezza di respirare. Il tuo respiro diventerà naturalmente più rilassato e contribuirà a lasciar uscire la tensione dal tuo corpo. Tornare al respiro consapevole ti fornirà una pausa nutriente…così, quando vorrai esaminare la tua ansia, disporrai della calma e della concentrazione necessarie per poterci riuscire».

Bisogni indotti

L'insoddisfazione corporea e i problemi di linea sono cresciuti anche di pari passo al proliferare di prodotti commercializzati per farci tornare in forma. «Il bisogno di essere sempre riempiti da questa o quella cosa è una malattia collettiva tipica degli esseri umani» dice Thich Nhat Hanh «e il mercato è sempre pronto a venderci ogni genere di prodotti per riempirci: i pubblicitari ci spingono di continuo a evitare la situazione presumibilmente patetica di vivere senza un determinato articolo. Ma molte delle cose che consumiamo, sia sotto forma di cibo che altro, contengono tossine». Tossine fisiche (zuccheri, prima di tutti), ma anche tossine mentali come le informazioni condizionanti (quelle che ti fanno credere di aver bisogno di un prodotto) e tossine emotive come le emozioni penalizzanti (quelle che ti inducono in stato di insoddisfazione e frustrazione per il fatto di non assomigliare alle immagini patinate che ci vengono somministrate quotidianamente dai media). In questo modo, il mercato della remise en forme nutre l'esigenza (indotta e crescente) di diventare altro da ciò che siamo. «Dobbiamo smettere di consumare cibo sensoriale come reazione al bisogno compulsivo di evitare noi stessi», scrive il Maestro zen, «possiamo essere molto più coscienti nel scegliere il cibo sensoriale che assumeremo e soprattutto nel sapere perché stiamo scegliendo in quel momento di consumarlo». Il cibo sensoriale sono le sensazioni che proviamo consumando: dolcezza, tenerezza, appagamento, piacere, gioia…gli stati d'animo che tutti desideriamo! E che cerchiamo nel cibo finché non diventiamo consapevoli di quale parte del nostro cuore o della nostra mente li sta reclamando.

Controllo ergo sum

Molte persone controllano il proprio peso salendo sulla bilancia tutti i giorni, ma sono totalmente inconsapevoli dei bisogni inespressi, dei vuoti emotivi da cui il sovrappeso nasce. La buona notizia è che, oltre al mangiare, ci sono altri modi per provare la sensazione di essere rinvigorirti, felici e a nostro agio, primo fra tutti l'esercizio della consapevolezza. Diventare consapevoli di ciò che provi è difficile quando il pensiero diventa predominante su qualsiasi altra espressione della nostra coscienza. Ma se riprendi contatto col corpo e ne ascolti il respiro, le sensazioni e le percezioni, ecco che puoi restringere l'area d'invasione dell'intelletto, accogliere i tuoi lati d'ombra e ritrovare l'equilibrio alla base del giusto peso. Così, grazie a un buon addestramento, puoi smettere di scambiare la rabbia per fame vorace, la solitudine per appetito notturno, lo stress per bisogno di cioccolato e dolcetti.

Come imparare a praticare questo addestramento? Partecipando a un corso di Mindfulness o di mindful eating. Ma già da adesso puoi sperimentare lo shift che la consapevolezza porta nel rapporto col cibo se, tutte le volte che senti il desiderio di mangiare qualcosa non perché hai lo stomaco vuoto ma per golosità o bisogno emotivo, ti fermi qualche secondo a fare questo esercizio:

Siediti comoda, prendi coscienza del tuo corpo nello spazio, della posizione in cui sei seduta, della posizione della testa, di quella delle spalle, del busto, delle braccia, della mani, delle gambe, dell'addome.

Porta l'attenzione sul tuo respiro e, osservandolo senza forzarlo, ripeti dentro di te:

1. Inspirando so che sto inspirando - Espirando so che sto espirando

2. Inspiro e l'aria entra dentro – Espiro e l'aria va fuori…..

3. Dentro….Fuori; Dentro…fuori

4. Inspirando il mio respiro diventa profondo – Espirando il mio respiro diventa lento

5. Profondo… lento; profondo…lento.

6. Inspirando sono consapevole del mio corpo - Espirando calmo il mio corpo

7. Sento il mio corpo…il mio corpo è calmo; sento il mio corpo…i.l mio corpo è calmo

8. Inspirando sorrido – Espirando lascio andare

9. Sorrido….lascio andare – Sorrido…lascio andare - Sorrido…lascio andare

10. Inspirando dimoro nel momento presente - Espirando assaporo il momento presente

11. Sto nel momento presente…lo assaporo; sto nel momento presente…lo assaporo – Sto nel momento presente…lo assaporo.

Alla fine dell'esercizio bevi lentamente un bicchiere d'acqua, ascoltando le sensazioni piacevoli che provi quando l'acqua tocca l'interno della palato e poi scende nella gola. Giorno dopo giorno, praticando ti accorgerai di cose cui non fai mai caso. E ti renderai conto che puoi governare la fame nel momento in cui smetti di considerarla un nemico.

Ti assicuro che non c'è nulla di noi stessi contro cui lottare. Ma tanto di cui prenderci cura con tenerezza. È anche per dimostrarti questo che sono al tuo fianco.

Con Amore,

Grazia

Buona settimana!

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Grazia Pallagrosi, giornalista e insegnante di Mindfulness, vive tra l'Italia e la Thailandia, dove conduce ritiri di meditazione e riequilibrio psicofisico.

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