Sovrappeso, come vincerlo: decima lezione mindfulness

Smetti di criminalizzare il cibo e il tuo peso e impara a riconoscere e osservare gli automatismi della fame emotiva, per crearne altri più sani ed essere più magra

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Care amiche, avete già letto delle ultime, strepitose diete della primavera? Fra non molto arriveranno anche le last minute, per bruciare i cuscinetti due settimane prima della prova costume!  Regimi affamanti per liquidare i gonfiori, programmi senza carboidrati per perdere peso alla velocità della luce, strategie con integratori che costano un occhio della testa… Dietro l'industria anti-ciccia girano miliardi, pensate sia profittevole levarvi quei benedetti chili una volta per tutte? È solo una domanda, non un'illazione. Ma provate a rispondere.

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LA CICCIA NON È TUA

Il punto è che viviamo in una società obesogenica in cui oltre l'80% delle persone ha problemi di peso (dati ADI). Chiaro che non è una questione personale, anche se il senso di colpa e di vergogna instillatoci dalla cultura dell'immagine c'induce a pensarlo. La verità è che il sovrappeso non è un problema (solo) tuo, quanto l'espressione di uno stato di malessere collettivo. La vita di corsa, infatti, sprona a ingurgitare il cibo senza lasciare tempo ai succhi digestivi di fare il loro dovere, lo stress aumenta la voglia di zuccheri e nutre la fame psicologica ingrandendo il bisogno di compensare oralmente la mancanza di pienezza esistenziale, la comunicazione di massa induce a consumare cibi spazzatura, ricchi di calorie e poveri di nutrimento. In questo paesaggio da paura, invece di consapevolizzarci sulle reali cause dello squilibrio ci siamo (o ci hanno?) abituati a combattere. Combattiamo contro il cibo (depennando intere categorie di alimenti dalla dieta), combattiamo contro il peso, contro gli sgarri, contro la nostra taglia e le nostre voglie. Ebbene, da un punto di vista mindful è fondamentale spezzare questo modello. E smettere di criminalizzare (il cibo, il peso, il corpo, il nostro comportamento) per diventare consapevoli di quegli automatismi, di quei fili invisibili ma forti che ci tirano come burattini verso il riempimento di una mancanza che non è gastrica ma emotiva.

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MAGRA PERCHE' CONSAPEVOLE

Nei corsi 'Magri e consapevoli' che tengo in Italia applicando gli insegnamenti di Mindfulness del Maestro Thich Nhat Hanh al riequilibrio del rapporto con il cibo e il peso, mi accorgo che le allieve sono sempre in attesa di ricevere 'regole'. Si aspettano elenchi di cose da fare e da non fare, di cibi da eliminare o da evitare. In realtà, il percorso va in senso contrario: invece di guardare fuori (cibo, calorie, quantità) cominciamo a guardarci dentro, ci spostiamo all'interno della mente e osserviamo come si comporta ogni volta che apriamo il frigorifero, che scartiamo un cioccolatino, che sentiamo un certo languorino. E fame fisiologica o psicologica? È bisogno di mangiare o di riempire un vuoto, sedare un'ansia, scuotere via la noia? Utilizzando le meditazioni di consapevolezza possiamo smascherare gli automatismi che collegano un input a una reazione sfavorevole e riprogrammare le reti neurali che sottendono ai comportamenti 'ingrassanti' non per combatterli ma per individuarli e osservarli. Come le neuroscienze hanno rivelato, ci vogliono 21 giorni per disinnescare un automatismo svantaggioso (per esempio aver fame quando sei annoiata) e crearne un altro più sano (per esempio aver voglia di fare una passeggiata quando sei annoiata). Rispettando questo ritmo fisiologico, puoi installare nel tuo cervello nuovi software di comportamenti favorevoli non solo alla riduzione del peso, ma anche al raggiungimento di un benessere profondo.

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SMETTI DI BIASIMARTI

Nel libro 'Mangiare zen', scritto a quattro mani da Thich Nhat Hanh e la nutrizionista della Harvard School of Public Health Lilian Cheung si legge "Nel buddismo si descrivono creature dette preta, gli spiriti affamati, con appetiti insaziabili. Hanno bocca minuscola, collo lungo e ventre dilatato. Hanno sempre voglia di mangiare, ma la bocca e il collo minuscolo impediscono loro di inghiottire. L'atto di mangiare non li aiuta a superare le emozioni negative, anzi, non fa che rendere ancora più doloroso il loro tormento. I tuoi consumi assomigliano a quelli deglil spiriti affamati?" Se è così, la cosa peggiore che puoi fare è giudicarti con durezza. "Attento a non essere duro con te stesso" dice Thich Nhat Hanh "Spesso il giudice che hai in testa ti mette in difficoltà con tutte le sue prescrizioni: non avresti dovuto mangiare quella torta, avresti dovuto passare più tempo in palestra. Forse sei anche scoraggiata dai fallimenti del passato e dalla continua lotta contro il peso. Ma è ora di smetterla di biasimarti. Forse hai seguito consigli sbagliati. Hai legami con la famiglia e l'ambiente circostante.  Ciò significa che in passato non hai goduto delle condizioni giuste per mantenere un peso sano. Non perderti in rimorsi per gli errori del passato. Il passato non è il presente. Per ripartire puoi cogliere il momento presente, qualunque esso sia".

E ricorda: anche se sono anni che sei appesantita e preoccupata dal sovrappeso, hai in te i semi della leggerezza e del benessere. Con tutta probabilità li hai solo dimenticati. Ma basta annaffiarli perché germoglino di nuovo.

Con Amore

Grazia

 Grazia Pallagrosi, giornalista e insegnante di Mindfulness, vive tra l'Italia e la Thailandia, dove conduce ritiri di meditazione e riequilibrio psicofisico.

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