Brian Weiss: tornare alle vite passate per curare le ferite dell'anima

Con la regressione si ricompone quello strappo che è la morte e ci si riappropria di un'integrità che guarisce, scoprendo che nulla è separato: siamo tutti Uno, e nascita e morte non sono inizio e fine, ma cambi di stato in cui nessuno è perduto

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Care amiche,

come avete trascorso il long week end del 2 giugno? Io ho partecipato a 3 giorni di workshop col dottor Brian Weiss, lo psichiatra americano famoso nel mondo per aver messo a punto un metodo di cura che si basa sulla regressione alle vite passate. Era la sua unica data europea, a Milano, e c'erano oltre 500 persone da tanti Paesi diversi! Abbiamo viaggiato indietro e avanti nel tempo, regredendo a vite passate e avanzando verso quelle future, non tanto per sapere cosa è successo e cosa succederà – chi mai può affermare con certezza che siano "reali" i viaggi della mente? – quanto per toccare con mano una verità riconosciuta da tutte le filosofie orientali e dalla Mindfulness: l'origine di ogni sofferenza è la paura della separazione. Con la regressione si ricompone quello strappo che è la morte e ci si riappropria di un'integrità che guarisce scoprendo che nulla è separato: siamo tutti Uno. Nascita e morte non sono inizi e fini ma cambi di stato che si susseguono in un fluire ondivago in cui intere famiglie di anime si trovano continuamente e nessuno, quindi, è perduto. 

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Questo approccio può essere più o meno condiviso, ma sicuramente ciò che si assiste quando un gruppo di 500 persone ne fa esperienza è qualcosa di magico, che ti porta al di là degli usuali stati di coscienza facendoti provare l'estasi della completezza e della riunificazione. Una casistica clinica con migliaia di storie individuali dimostra che la regressione può portare alla guarigione di disturbi non solo emotivi (ansia, angoscia, fobie, depressione…) ma anche fisici: cicatrici che scompaiono, obesi che dimagriscono, malattie invalidanti che regrediscono. Se, come hanno detto alcuni grandi pensatori storici, guarire significa riappropriarsi della propria completezza, questo è sicuramente un modo. E sperimentarlo è superiore a qualsiasi spiegazione.

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NON IMPORTA QUEL CHE CREDI, SE GUARISCI FUNZIONA!

Secondo un'indagine condotta nel 2009 dal Pew Forum on Religion and Public Life (USA), quasi ¾ degli americani pensa che ci sia vita oltre la morte e circa ¼ crede nella reincarnazione. Circa la metà afferma di aver fatto un'esperienza mistica o spirituale – una percentuale che è più che raddoppiata negli ultimi 50 anni – e circa il 30% dice di aver percepito la presenza di qualcuno deceduto. A questa svolta forse hanno contribuito gli studi clinici condotti sull'argomento, oggi talmente copiosi da incuriosire anche gli scettici. All'University of Virginia, per esempio, il direttore del dipartimento di psichiatria dott. Ian Stevenson ha documentato migliaia di casi di reincarnazione andando a cercare e identificando la famiglia che il paziente aveva nella vita precedente e consentendo a questa di confermare la veridicità dei particolari raccontati. 

«Vi porto l'esempio di Jenny Cocklell», racconta il dott. Weiss, «una donna americana che ricordava di aver vissuto in Irlanda una vita in cui si chiamava Mary e aveva 5 figli. Ebbene, quei figli sono stati ritrovati negli anni '90 e hanno confermato i ricordi di Jenny, riconoscendo in lei la madre perduta». Durante il workshop diversi volontari possono offrirsi per dimostrazioni di regressione in diretta. Sabato si è proposta Sara, che pur essendo giovane soffre di terribili dolori alla schiena e alle spalle. Con un'induzione ipnotica rapida Brian l'ha riportata prima all'infanzia e poi in una vita passata. «Come ti senti?», le ha chiesto. «Ho un peso enorme sulla spalle, come se fossi bloccata. Sono vestita con una tonaca bianca corta, una specie di gonna, ma sono un uomo. Mi hanno incatenata a un giogo che mi blocca le spalle e la schiena». 

Nel corso della regressione, Sara ricorda di essere stata arrestata per aver falsificato dei documenti allo scopo di salvare un amico – forse un fratello – che amava molto e che rischiava di essere giustiziato. In un momento molto emozionante inizia a piangere: nel volto di quell'amico ha riconosciuto l'attuale marito. A fine regressione le spalle sono leggere e il dolore alla schiena è sparito. Inoltre ha ricevuto un messaggio: mai fare sacrificare la propria vita per un altro, neppure per chi si ama. Perché, come spiega il dott. Weiss "l'amore non è mai sacrificio ma pienezza".  Non è la prima volta che seguo uno di questi seminari e due anni ho conosciuto Marco, tornato dal dott. Weiss perché grazie alle regressioni era guarito dal morbo di Crohn. Sono tante le vicende come la sua riportate nel libro I miracoli accadono, scritto dal dott. Weiss con la figlia Amy, per raccontare attraverso le parole dei pazienti le esperienze di guarigione connesse a una riunificazione spirituale tra morte e vita. 

Spesso non è solo il corpo fisico che guarisce ma l'intera esistenza, rischiarata da quel senso d'indissolubile unione e continuità che si deposita nel cuore quando si re-incontrano le stesse persone in vite diverse e si "capisce" che nessuno scompare veramente. Come dice Brian, «non restiamo mai soli».

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ISTRUZIONI PER LA VITA

Nel seminario abbiamo sperimentato numerose regressioni di gruppo in cui il dott. Weiss, dopo averci indotto in uno stato di rilassamento profondo, con specifiche visualizzazioni ha messo a nostra disposizione dei "ponti" da attraversare per entrare nel passato remoto. La prima volta ci siamo trovati di fronte a 5 porte temporali che introducevano a 5 epoche storiche in cui potevamo regredire per vedere chi eravamo, come avevamo vissuto e come eravamo morti. Poi è stata la volta di un ponte avvolto nella nebbia: oltrepassandolo, sull'altra sponda ho incontrato me stessa vestita come una donna americana di fine ottocento (indossavo stivaletti di cuoio con mezzo tacco, un abito lungo con sottogonna di pizzo, un cappellino a falda ornato di volant) che saliva su un calesse e veniva trasportata in una casa in mezzo alla prateria. Una volta dentro, mi è stato messo in braccio un neonato che stava male: non lo conoscevo ma dovevo prendermene cura. Ero lì per questo: ero una guaritrice. Beh, anche in questa vita le persone che mi cercano generalmente lo fanno per avere aiuto, perché stanno male! 

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In un'altra regressione mi sono vista piccola, forse avevo 4 anni,  con gli occhi a mandorla e la pelle scura. Qualcuno mi teneva per mano. Ho alzato lo sguardo e ho visto un uomo di razza asiatica che mi sorrideva: aveva la faccia del mio Maestro, il monaco zen Thich Nhat Hahn. Non avevo scarpe ai piedi e camminavo con lui nella foresta. Ci siamo seduti a gambe incrociate, io in braccio a lui con la schiena appoggiata al suo petto, e ho sentito che i nostri cuori erano uno solo nella sofferenza, come se ci fosse un lungo chiodo che, trafiggendoli, li univa. È stato intenso e commovente. Hanh, in realtà, stava morendo nel 2014 a causa di un'emorragia cerebrale per cui è restato a lungo in coma. Medici e discepoli – che l'hanno portato dalla Francia agli Stati Uniti per farlo curare – l'hanno mantenuto in vita seppur leso nei movimenti e privo della facoltà di parlare. Quanto dolore sta sopportando il suo cuore? Ogni regressione porta un'istruzione per la vita. In questo caso, penso sia quella di lasciare a chi amiamo il diritto di andare.

Brian Weiss con l'autrice di questo articolo, Grazia Pallagrosi.

STRUMENTI PER PROVARE

Se tutto questo vi affascina ma avete perso il seminario, purtroppo il dott. Weiss non tornerà in Europa fino all'anno prossimo. Però sul sito di Mylife (la casa editrice che organizza i suoi workshop e pubblica i suoi libri in Italia) c'è il corso in DVD con la registrazione di un seminario dal vivo e i CD delle meditazioni di regressione. Negli Stati Uniti, invece, il dott. Weiss ha in programma diversi seminari già dal prossimo luglio, all'Omega Institute di New York e in altri centri di studio negli USA e in Canada. Ha scritto molti libri e alcuni di essi (come In meditazione verso le vite passate) contengono un CD con una meditazione che induce lo stato di rilassamento profondo favorevole alle regressioni. «L'obiettivo non è tanto  andare a vedere chi siamo stati», dice Weiss, «quanto avere dei messaggi, delle intuizioni che attingono alla nostra saggezza profonda. E ci aiutano a ricongiungerci con il nostro stato naturale, che è uno stato di completezza, unione e gioia».  In queste parole risuonano quelle dei grandi Maestri di tutti i tempi. Ma anche la voce del nostro cuore che, quando lo lasciamo parlare, ci riunisce con tutte le persone che abbiamo amato al di là del tempo.  

Ed è questo colloquio la "chat" che vi auguro di frequentare più spesso questa settimana, per sperimentare una dimensione di conoscenza meno limitata di quella mentale.

Con Amore,

Grazia

Grazia Pallagrosi

Grazia Pallagrosi, giornalista e insegnante di Mindfulness, vive tra l'Italia e la Thailandia, dove conduce ritiri di meditazione e riequilibrio psicofisico.

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