Colleghi di lavoro impossibili: 4 mosse per metterli all'angolo e gestirli al meglio

Ci sono quelli che si lamentano di tutto, quelli che fanno ostruzionismo e quelli che si infiammano con niente: per non soccombere ai colleghi di lavoro insopportabili ecco 4 dritte da tenere sempre a mente

I colleghi di lavoro sono come i parenti: non li puoi scegliere, sei costretto a frequentarli e ti devi far andare più o meno bene quel che passa il convento. Quindi, se non siete tra quelle che riescono tra pro e contro a lavorare da casa, avrete di certo qualche scomodo compagno di scrivania con cui fare quotidianamente i conti. Quello, per intenderci, che vi contagia con il suo malumore, oppure quello che vi assilla con richieste continue, spingendovi sul baratro del burnout, o, ancora, quello totalmente privo di buone maniere, quando non addirittura un cafone fatto e finito. Vero è che per chi ci si sente portata, pratiche come quella della mindfulness possono essere molto utili anche per la gestione dello stress da lavoro, ma va detto che non tutte riescono ad approcciarsi a questo genere di cose con naturalezza. Ecco, dunque, per quelle di voi più spicce e meno votate alla meditazione, una serie di consigli, elaborati dall'azienda Cornerstone OnDemand (che si occupa proprio del cosiddetto capitale umano) molto pratici e concreti per arginare le cattive vibrazioni che vi arrivano dai vostri poco amati e poco amabili colleghi di lavoro.

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  1. No al lamento. In ufficio il pessimo umore anche di una sola persona influisce negativamente sugli altri e può essere fonte di demotivazione per tutto il team. Secondo uno studio condotto da Cornerstone OnDemand negli USA, in un ufficio di venti persone basta anche una sola persona con un atteggiamento negativo e scontroso a far aumentare del 54% il numero delle dimissioni. Quindi arginate voi per prime la tendenza a lamentarsi, cercando di incoraggiare gli altri a fare altrettanto.
  2. Identificate il problema. Come riconoscere le persone negative? Generalmente, preferiscono la quantità alla qualità e dimostrano scarsa empatia, si vantano in maniera eccessiva dei propri meriti e si lamentano costantemente delle condizioni di lavoro. Quali siano le ragioni di questi atteggiamenti non è compito vostro, ma dei capi del team, capirlo: voi, se potete, tenete le distanze.
  3. Parlatene. Un incontro vis à vis con il diretto interessato è il primo passo. Innanzitutto, è importante evidenziare i risvolti positivi del lavoro svolto, poi possono passare al vaglio le diverse opzioni per risolvere concretamente il problema. La frase giusta da dire in questo frangente potrebbe essere qualcosa di simile a «sto notando che il tuo comportamento turba l'ufficio e mi piacerebbe discuterne in modo da migliorare la situazione e trovare insieme una soluzione». Le possibilità sono tante: un cambiamento nella postazione di lavoro, il coinvolgimento in altri progetti, un alleggerimento del carico di lavoro, una migliore suddivisione dei compiti, un appuntamento con le risorse umane per prendere in considerazione l'inserimento in un percorso formativo o, ancora, la concessione del supporto di un profilo junior che è appena entrato in azienda.
  4. Tenete sempre monitorata la situazione. In seguito, un regolare controllo di come procedono le cose è indispensabile. Lo scopo? Vedere come la situazione evolve e verificare che la persona interessata tenga fede agli impegni presi. Nella maggior parte dei casi, le cose migliorano. E così anche l'ambiente. I vostri collaboratori non potranno che esservi riconoscenti.
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