Come non odiare tuo marito dopo i figli: un libro ci salverà

Pensavate di essere immuni alla crisi di coppia che, per molti, segue la nascita di un figlio e invece vi ritrovate a detestare il coniuge che non svuota il bidone dei pannolini? Tranquille, forse qualcosa si può ancora fare e una scrittrice americana ci spiega come

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Vi ricordate quando tutte, strette intorno al vostro pancione (mai così social come in quest'ultimo anno), vi martellavano con frasi del tipo «vedrai, quando nascerà tuo figlio/figlia non riuscirai più a fare ...» e da lì seguiva un elenco infinito di cose, le più svariate a cui dire addio per sempre. Ma, soprattutto, ricordate quell'amica, quella con gli occhi che sparavano saette, che a un certo punto vi ha detto, magari tenendovi la mano, «ah, e poi preparati a odiare tuo marito (anche se finora ha seguito pedissequamente queste preziose regole)»? Confessate: avevate annuito con la testa, ma dentro di voi era granitica la certezza che, figuriamoci, a voi due non sarebbe mai successo. E invece. Sì, e invece aveva ragione, perché l'arrivo del bebè ha sparigliato abitudini e complicità di coppia, gettandovi l'uno contro l'altro in una lite a perdere che vi sta mandando ai matti. Roba da ritrovarsi in un baleno da avere gli occhi a cuore ad avere il coltello fra i denti, al punto che quasi ci si sente sul punto di lasciarsi. Ma tranquille (si fa per dire), perché riuscire a superare la crisi derivata dall'arrivo di un figlio è cosa possibile. Basta averne davvero molta voglia e agire in tempo. E dare una letta al libro autobiografico della giornalista Juncee Dunn dall'esplicativo titolo Come non odiare tuo marito dopo i figli. Da questo utile, e molto divertente, volume abbiamo tratto per voi 5 consigli basilari che dovreste mettere in atto se state vedendo il vostro matrimonio sgretolarsi sotto i colpi di notti insonni, rigurgiti, pianti inconsolabili e sì, i sempre verdi pannolini da buttare.

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  1. Dedicatevi alla famiglia. Se state lontani dalla moglie o dal marito e dai bambini per lavoro e quando tornate a casa siete stanchi morti, beh mi dispiace molto per voi, ma una volta a casa, dovete essere pieni di riguardi, perché rimanere da soli con i bambini è durissimo. Frenate l'impulso di crollare come corpo morto sul divano o di fuggire sotto la doccia per un tempo interminabile, e dedicatevi alla famiglia. Sarà uno sforzo ben ricompensato.
  2. Cambiate linguaggio. Devi intavolare quella che gli psicologi chiamano una conversazione intenzionale, in cui esprimi in modo inequivocabile il tuo bisogno di cambiamento. La maggior parte degli uomini è disponibile a trattare e a scendere a compromessi, ma si aspetta che le donne siano esplicite. Gli uomini di solito se la cavano meglio se sanno esattamente quel che devono fare. Usare un linguaggio moralistico o svilente, continua, serve solo a metterli sulla difensiva. Un'utile parola d'ordine è affettuose ma irremovibili.
  3. Tutto deve essere rinegoziabile. Siete entrambi direttori del ménage famigliare e dovete discutere regolarmente, almeno una volta ogni due settimane, su come stanno andando le cose e su quel che bisogna fare, e raccogliere nuove idee e pianificare di conseguenza. Le coppie non dovrebbero mai smettere di negoziare, e questo richiede comunicazione e coordinazione.
  4. Suddividete il lavoro in base alle preferenze di ognuno. Un'indagine commissionata dal Families and Work Institute, un'associazione non-profit che raccoglie informazioni sulle famiglie e i luoghi di lavoro, ha evidenziato che le coppie avevano molte più probabilità di litigare meno se sapevano dividersi equamente il lavoro domestico e le responsabilità genitoriali in base alle inclinazioni personali.
  5. Evitate i 4 cavalieri dell'apocalisse. Lo psicologo John Gottman ha identificato quattro comportamenti letali per le relazioni, che lui chiama i quattro cavalieri dell'apocalisse. Primo, le critiche (insulti, avverbi come "mai" o "sempre" associati alla persona). Secondo, l'atteggiamento difensivo: contrattaccare, lamentarsi, negare le proprie responsabilità (durante i litigi, siamo talmente impegnati a formulare una replica, da non ascoltare). Terzo, il modello persecutore/distanziatore, dove il primo, sentendosi ignorato, diventa più aggressivo mentre il secondo si chiude in se stesso o fugge (secondo le sue ricerche, l'ottantacinque per cento degli ostruzionisti sono uomini). E infine il quarto e peggiore comportamento, nonché quello che può precedere un divorzio, è il disprezzo, Gottman lo definisce come «l'acido sulfureo dell'amore». Il cinismo, criticare il carattere del compagno («sei egoista»), anziché parlare dei problemi che ha causato, alzare gli occhi al cielo, deridere e – oh-oh – il sarcasmo. Mettetelo, per piacere, da parte se siete tra le mura di casa, sfoggiatelo, se vi va, altrove. Sempre che vogliate salvare la vostra relazione.
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