Come vivere meglio? Sorpresa, gli ostacoli aiutano più del pensiero positivo

Nel libro Io non penso positivo viene spiegato perché immaginarsi un futuro radioso non è una strategia utile a realizzare i propri desideri, serve molto di più riconoscere e affrontare gli ostacoli

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Il pensiero positivo non è poi così positivo. Fantasticare sul proprio futuro ci dà un'immediata sensazione di benessere, ci calma, ma non ci aiuta a realizzare le nostre aspirazioni. Lo scrive una grande esperta di psicologia motivazionale, la tedesca Gabriele Oettingen, nel suo nuovo libro intitolato Io non penso positivo. Come realizzare i tuoi desideri (edizioni Tlon, 14,90€, 2017). Dove sta allora il segreto della motivazione? Nel fare i conti con la realtà e rendersi conto che concentrarsi sugli ostacoli può accelerare il raggiungimento dei nostri scopi e sogni.

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Le fantasie hanno l'effetto di rilassare, mentre quello che ci serve per raggiungere uno scopo è la giusta motivazione. Non basta sognare di essere nei panni di Gigi Hadid per dimagrire e fare più movimento. Serve ben altro. Quello che il libro della Oettingen propone è una critica all'ottimismo fideistico e una tecnica per radicare le fantasie nella realtà, che tutte possiamo imparare. Ecco alcuni spunti.

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Il pensiero positivo inganna la mente

Ci hanno detto per anni che bastava pensare positivo, immaginarsi un futuro radioso per avere più chance di raggiungere i nostri scopi. Però, c'è qualcosa che non funziona in questa teoria, secondo l'autrice. I suoi studi di psicologia suggeriscono che le persone che sognano il proprio successo finiscono per bloccarsi. Sognare di uscire con il collega più bello e simpatico può essere un ottimo diversivo nei momenti di pausa, ma non aiuta a mettere a punto la strategia che darebbe più chance di riuscita. Questo succede perché le fantasie positive ingannano la mente: per esempio, sognare una love story provoca effetti reali al nostro organismo, come se la stessimo vivendo davvero e quindi manda alla mente un messaggio illusorio di obiettivo raggiunto, come se avessimo centrato il bersaglio. Chi sogna ad occhi aperti si da meno da fare.

La fantasia da sola smorza la motivazione

Questo inganno ha l'effetto di smorzare la motivazione, secondo l'autrice. Non funziona né a livello personale né a livello di società. I politici che indulgono sull'ottimismo rischiano di finire vittima di uno storytelling che non ha riscontri sulla realtà. Meglio affrontare i problemi per quello che sono. Il pensiero positivo rischia dunque di avere soltanto un effetto consolatorio che però ci fa mollare la presa sui problemi reali. Là dove servono sforzo, dedizione, costanza occorre un approccio diverso, che coniuga la fantasia, molto utile per entrare in contatto con i nostri desideri, all'esperienza e alla realtà.

Elaborare sia le fantasie sia gli ostacoli

Per la Oettingen va bene sognare, però, per trovare la giusta determinazione serve aggirare l'effetto calmante della fantasia. Le fantasie vanno radicate nella realtà in un difficile equilibrio che però dà la giusta motivazione ad agire. Lei lo definisce «tecnica del contrasto mentale». «Secondo questa tecnica, oltre a fantasticare dobbiamo mettere a fuoco le barriere e gli ostacoli personali che ci impediscono di realizzare i nostri sogni - scrive la Oettingen - Forse abbiamo paura che confrontando direttamente le nostre aspirazioni con la realtà, queste vengano represse, rendendoci ancora più bloccati, indolenti e immotivati. Ma non è così. Quando facciamo ricorso al contrasto mentale, la nostra determinazione ad agire aumenta. E quando entriamo nel dettaglio delle azioni che intendiamo fare man mano che sorgono gli ostacoli, ci motiviamo ancora di più». Con il contrasto mentale, gli obiettivi sembrano più realizzabili. E se sono proprio irrealizzabili, ci risparmiamo la fatica di provarci.

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