Cancro e mindfulness: l'importanza della consapevolezza

Se 50 anni fa si ammalava di tumore un individuo su 20, oggi siamo a quasi 1 su 2: che ruolo ha nella prevenzione e nella cura la nostra mente? La risposta può essere davvero sorprendente!

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Care amiche,

ho avuto non poche reticenze e pudori nel decidere di parlarvi di questo argomento, il cancro, che mi tocca da vicino per vicende accadute a parenti e amici. Ma nulla succede per caso e, riponendo un libro su uno scaffale, mi si è aperta 'casualmente' una pagina dove spiccava questa frase:

L'effetto più importante del cancro è stato quello di rompere un muro dentro di me. In precedenza, mi definivo 'vincente' o 'perdente', ma non la penso più così...

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Le parole sono di Lance Armstrong, campione del mondo di ciclismo, che nel suo It's not about the bike: my journey back to life (Berkley, 2001) racconta come ha avuto la meglio su un tumore ai testicoli. Sulla stessa lunghezza d'onda Johanne Robitaille Manouvrier, dopo aver visto 'miracolosamente' sparire le metastasi sviluppatesi in seguito al suo tumore al seno, nel bel libro Notre pouvoir de guérison dice:

"Penso che le frasi 'riuscirò a sconfiggere il cancro' o 'mi batterò contro il cancro' inducano in errore, perché, quando si lotta contro qualcosa, in realtà si dà forza al nemico. Per me il cancro non è mai stato una battaglia: ho sempre creduto che si trattasse di un messaggio da comprendere. Che l'anima stesse comunicando al cervello l'urgenza di trasformare la vita, di abbandonare i vecchi schemi, di liberarsi dalle emozioni del passato e partecipare attivamente al presente, perché il momento presente è l'unica cosa reale che abbiamo".

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Oggi come oggi, ognuno di noi deve fare direttamente o indirettamente i conti con questa malattia: un parente, un genitore, un amico… in tutte le famiglie c'è almeno una persona che sta soffrendo. E se cinquanta anni fa si ammalava di tumore un individuo su venti, oggi siamo a quasi uno su due (secondo dati divulgati da Veronesi già nel 2013). Che ruolo ha in tutto questo la nostra mente? La risposta può essere davvero sorprendente!

NON SIAMO SOLO CARNE E CHIMICA

Entrambi gli autori di cui vi ho parlato hanno accolto la malattia come guida verso un risveglio della coscienza che li ha portati alla piena guarigione, nonostante Manouvrier, secondo i medici, fosse ormai senza speranze. Delle loro vicende e di quelle di altri pazienti che hanno saputo 'usare' il dramma per migliorare la propria esistenza tratta l'oncologo Christian Boukaram (docente di neurologia all'università di Montreal) nel suo bellissimo libro Il potere anticancro delle emozioni (Feltrinelli).

«La consapevolezza ha portato questi pazienti a ricercare soluzioni in territori sconosciuti rispetto ai loro modi di vedere nel passato, e lì hanno trovato le risposte alle loro domande», scrive Boukaram. «Le loro testimonianze sono unanimi: la cura è un viaggio… In questo viaggio, il risveglio di una nuova consapevolezza libera l'individuo dalla sofferenza e fa subito partire il programma che porta alla guarigione». Non si tratta di un invito ad abbandonare le cure mediche, ma a renderci conto che non siamo fatti solo di carne. O meglio, che la nostra carne risponde ad input immateriali dati da pensieri ed emozioni. La guarigione, dice l'oncologo, inizia quando si smette di vedere il tumore come un mostro che ci divora, e lo si riconosce come una parte di noi stessi che chiede ascolto e comprensione.

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LA RIVOLUZIONE EPIGENETICA

Dal punto di vista scientifico, siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione copernicana, cui ha contributo molto lo sviluppo dell'epigenetica. «La testimonianza dei 'miracolati' conferma che le recenti ricerche scientifiche sono esatte: la mente ha un'influenza importante e sottostimata nell'insorgenza e nella cura del cancro. Con la mente possiamo cambiare il nostro sistema difensivo e anche il Dna delle nostre cellule. Questa constatazione ci porta a riconoscere che i meccanismi alla base di tutte le guarigioni sono reali e si possono studiare. Con la pratica, possono diventare applicabili e riproducibili». E l'ereditarietà? Molti sono convinti che i geni ci candidino ad ammalarci di ciò di cui si sono ammalati i nostri nonni e genitori.

«In realtà, il vecchio dogma secondo cui i geni contengono istruzioni predefinite che governano il nostro corpo appartiene ormai al passato», dice Boukaram, «gran parte del corpo è immateriale e la salute dipende da processi non solo fisici ma emotivi e spirituali. Immaginiamo un triangolo equilatero: i suoi tre lati sono il corpo, le emozioni e la coscienza (spiritualità). Questi tre lati illustrano i tre aspetti sui cui si basa la nostra salute: fisico, stati emotivi/sentimenti, pensieri/coscienza. Nessuno di questi elementi è isolato e la cura ha successo quando si basa sulla corretta articolazione di tutti e tre. I 'miracolati' del cancro diventano infatti professionisti dell'associazione corpo/mente e comprendono che i pensieri, le credenze e le emozioni influiscono direttamente sul corpo».

Per bilanciare i 3 lati del triangolo, il primo passo è diventare consapevoli di quello che è stato maggiormente trascurato. E iniziare a prestargli una maggior attenzione.

SIAMO COME CHITARRE

Secondo l'American Medical Association, il 75% dei problemi di salute è causato dalle emozioni negative e dallo stress. Gli stati emotivi sono infatti come onde che si propagano dentro e fuori di noi per la legge della risonanza. Che cos'è? Immaginate due chitarre nella stessa stanza: quando una corda viene pizzicata su una chitarra, anche l'altra emette la stessa nota, vibrando sulla stessa frequenza senza essere stata toccata. In diversi esperimenti scientifici questo processo è stato testato sul corpo umano utilizzando apparecchi di risonanza magnetica che fanno vibrare gli atomi d'idrogeno, i quali liberano energia. Questa energia trasmette informazioni che, proiettate in modo olografico, ci fanno 'vedere' cosa accade dentro il noi.

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In uno studio condotto dal neurologo Nicolas Danziger, con questo metodo è stato dimostrato che le emozioni vengono trasmesse per empatia e fanno vibrare aree del cervello differenti. Il dott. Dean Radin, ingegnere e psicologo, usando un elettrogastrogramma (apparecchio simile all'elettroencefalogramma ma posizionato sull'addome) ha invece scoperto che sentiamo le emozioni degli altri anche per risonanza viscerale. E che ciò può avvenire anche quando l'altro non è nella stessa stanza. La risonanza è quindi un mezzo di comunicazione istantanea che trascende il tempo e lo spazio, secondo una legge di sincronicità che ci fa capire come mai, per millenni, gli esperti di addestramento mentale ci invitano a radicarci nell'Adesso.

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CREARE LA PROPRIA SALUTE

La risonanza chiarisce anche un altro concetto che i maestri spirituali insegnano da millenni: noi creiamo la nostra realtà attraverso i nostri pensieri e le nostre emozioni. «Tramite la risonanza trasmettiamo i pensieri a ciascuna delle nostre cellule. Essi influenzano l'ambiente, il corpo e persino il Dna. Diventiamo quello che pensiamo e riceviamo dal mondo quello che proiettiamo. Possiamo quindi dirigere il corso della nostra vita e migliorarne la qualità addestrando la coscienza»,dice Boukaran. «Secondo studi recenti, solo l'idea o la paura di poter avere il cancro contribuirebbe a crearlo, perché genera ansia e indebolisce le cellule immunitarie deputate a identificarlo e combatterlo» Ognuna delle nostre credenze è quindi un timone: dirige il nostro corpo, la nostra mente e la nostra vita da una parte piuttosto che dall'altra, creando realtà diverse a livello fisico, emotivo e mentale.

CREDERE O NON CREDERE

«Le credenze possono spostare le montagne», dice Boukaram, che riporta interessanti dati sull'effetto placebo. «Ogni trattamento farmacologico, per essere convalidato, deve essere messo a confronto con il trattamento placebo. I pazienti perciò vengono suddivisi in due gruppi: uno che assume la medicina e l'altro che assume solo pillole di zucchero, ovviamente senza saperlo. Alcune persone del gruppo di controllo rispondono come se avessero davvero assunto il medicinale, e per convalidare un farmaco e commercializzarlo è sufficiente che abbia un affetto lievemente superiore al placebo».

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Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine riporta l'esperienza del dott. Bruce Moseley, che ha suddiviso dei pazienti affetti da artrosi in tre gruppi: il primo è stato sottoposto a un intervento di pulizia chirurgica, il secondo a un lavaggio artroscopico e il terzo a un intervento placebo, cioè a una incisione in sala operatoria seguita da simulazione di procedura con sutura finale della pelle. Risultato? Tutti gli interventi hanno migliorato i sintomi in modo equivalente nella metà dei pazienti. Questo dimostra la forza delle nostre convinzioni e delle nostre credenze. «Diversi studi hanno rivelato enormi miglioramenti nei malati di cancro anche dopo il trattamento placebo», si legge nel libro di Boukaram, «e recenti meta-analisi riportano tassi di risposta fino all'80% con il solo placebo sia nel trattamento della depressione che delle malattie cardiache e infiammatorie. Il placebo è così potente che persino il colore della capsula influenza la sua efficacia».

Riassumendo:

ciò che crediamo può trasformare il nostro corpo in modo positivo o negativo.

Non a caso, esiste anche l'effetto nocebo, che si verifica quando, dopo aver preso un placebo, si manifestano gli effetti collaterali del farmaco vero e proprio. Poiché nella pillola non c'era nessuna sostanza attiva, quello che agisce sono le paure. «Tutto ciò che temiamo ha più probabilità di verificarsi», dichiara l'oncologo canadese. «Secondo alcuni studi, la semplice paura di ammalarsi di tumore può indebolire il sistema immunitario e contribuire alla sua reale comparsa. La paura del cancro è un flagello più grande del cancro stesso». Un pensiero sostenuto da un'attenzione acuta può infatti diventare realtà e manifestarsi nel mondo fisico. Lo dimostrano le cosiddette 'malattie di conversione' cioè quelle che si presentano quando un disturbo psichiatrico si 'converte' in problema fisico (per esempio la sordità).

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CONSAPEVOLEZZA E SPERANZA

Esistono centinaia di scritti su pazienti malati di cancro che sono sopravvissuti nonostante una prognosi infausta. Che cos'hanno in comune? «Tutti hanno affrontato la paura, rifiutato di credere alle statistiche e deciso di 'prendersi in mano'», dice Boukaram.

È importante essere consapevoli di cosa ci può aiutare a livello emotivo e di cosa invece ci può nuocere nostro malgrado. Per esempio, una paura prolungata diventa disperazione e la disperazione – nutrita dalla mancanza di speranza e dall'isolamento - secondo alcuni studi sperimentali sul cancro triplica la crescita delle cellule tumorali. Ma attenzione: non sono gli eventi tristi della vita a provocare questi stati d'animo negativi, quanto il modo in cui reagiamo, con minore o maggiore consapevolezza, con minore o maggiore accettazione, con minore o maggiore capacità di comprendere che noi non siamo le nostre emozioni, anche se le nostre emozioni fanno parte di noi stessi.

Addestrare la mente/cuore alla mindfulness significa dimorare nello stato di osservazione non giudicante di ciò che sentiamo ADESSO, per potercene prendere cura e creare uno spazio di libertà dal dolore.

Significa riconoscere e distanziarsi dalle emozioni che abbattono le speranze e l'umore, ritrovando quel punto di equilibrio che consente di non 'risuonare' in negativo con i nostri pensieri.

«La coscienza è l'antido contro la paura, la disperazione e l'effetto nocebo», conclude Boukaram. Coltivarla è una delle migliori pratiche di prevenzione quotidiana.

Vi lascio con questo pensiero e la volontà che sia un motivo di speranza. Non solo per chi è malato, ma per chiunque voglia prendersi cura della salute che ha e vuole mantenere.

Con Amore,

Grazia

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Grazia Pallagrosi

Grazia Pallagrosi, giornalista e insegnante di Mindfulness, vive tra l'Italia e la Thailandia, dove conduce ritiri di meditazione e riequilibrio psicofisico.

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