Decluttering mentale: fai spazio alla felicità

Approfitta dell'anno nuovo per un decluttering mentale, con gli esercizi che neutralizzano le emozioni negative, lasciano il posto ai desideri e liberano la gioia di vivere

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Anno nuovo, vita nuova. Lo pensiamo a ogni brindisi di Capodanno, seguito a ruota dal bilancio dei dodici mesi trascorsi (soprattutto se non proprio felicissimi) e l'inevitabile desiderio di trasformazione. Ma se per cambiare vita dobbiamo anzitutto cambiare noi stesse, l'entusiasmo per il 2017 appena iniziato può rivelarsi un alleato prezioso nella realizzazione dei nostri sogni. Il resto è impegno, volontà e dedizione.

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Gli strumenti li abbiamo, e sono nella nostra testa, assicurano gli esperti: basta attivarli per migliorarci l'esistenza. Barbara Sophia Tammes, ex direttore creativo, collaboratrice del think tank americano The Mind e autrice del libro Il tuo castello tra le nuvole. Come arredare la mente e renderla il posto migliore in cui vivere (Sonzogno, euro 16,50) paragona l'inconscio a un castello con tante stanze da arredare, ognuna con la sua ricetta segreta per affrontare più serenamente il futuro. È la casa dei nostri sogni: la componiamo come vogliamo, facciamo entrare solo chi ci piace. «È un luogo dove rifugiarci e sentirci a nostro agio perché le sue fondamenta poggiano sulla fantasia». Talvolta, però, questa oasi di benessere è invasa da accumuli di pensieri negativi e convinzioni sbagliate, da paure e strascichi di esperienze dolorose, che ci condizionano.

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Per Marie Kondo, tra le cento donne più influenti del Pianeta secondo il Times e inventrice del metodo Konmari, paradigma zen dell'ordine fisico e mentale, la soluzione è questa: «Pensate al tipo di casa in cui vorreste abitare e a come vorreste viverci. Per rimetterla a posto è necessario buttare via qualcosa». Questa operazione "piazza pulita", in inglese decluttering, si può estendere alla nostra psiche: visto che possiamo liberarci di un oggetto che non ci serve più, perché non fare lo stesso con le emozioni che ci fanno stare male? «Se metti in bocca qualcosa che ha un sapore orribile, istintivamente lo sputi», scrive la Tammes. «Chi l'ha detto che devi mandare giù ogni cosa? Che devi digerire tutto, giudizi negativi inclusi?».

Ecco un metodo efficace per liberarsi dalle emozioni tossiche e sviluppare un nuovo approccio al pensiero positivo.

Rinnovare i pensieri per ritrovare il benessere

«Il trucco è immaginare la nostra mente come un sistema di spazi, una dimora pronta ad accogliere ogni tipo di emozione, positiva o negativa», spiega Gabriella Panzera, psicoterapeuta e presidente di Solidare, cooperativa per il sostegno psicologico (solidare.it). Sta a noi decidere quali tenere e quali lasciar andare. Ma talvolta i pensieri negativi o autolesionistici prendono il sopravvento, ci turbano e ci limitano nelle scelte, sabotando la nostra felicità.

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Per neutralizzarli, uno degli strumenti più potenti è la fantasia. È la capacità di sognare che, secondo la Tammes, può cambiare la realtà: più la si usa, maggiori saranno le probabilità che le nostre speranze mettano radici, dando vita a qualcosa di concreto. Il suo consiglio per liberarsi dai pensieri tossici è visualizzare una Spa immaginaria dove purificare la mente. Per dare più consistenza all'idea, può essere utile ritagliarsi un momento di reale piacere fisico: fare un bagno caldo, coccolare il corpo con una crema profumata o dedicarsi un automassaggio con un olio aromatico. E pensare che ci stiamo disintossicando anche interiormente.

In questo contesto di benessere, infatti, l'esercizio suggerito dalla Tammes è mettersi in ascolto di noi stesse e visualizzare i pensieri negativi, soprattutto quelli ricorrenti, come uccelli in volo che gracchiano nella nostra testa, arrecandoci disturbo. Sei in grado di descriverli? Se avvisti un pensiero di auto sabotaggio, ad esempio, che ti fa credere di essere "sbagliata", o incappi in un pensiero triste, che esprime preoccupazione o paura, con la fantasia puoi aprire la gabbia e lasciarlo uscire, cercando di scoprire cosa nasconde. «Dentro di noi ci sono spesso emozioni profonde che non vengono a galla e rappresentano la vera causa della nostra sofferenza. Capire quando e perché si traducono in stati d'animo negativi è la strada giusta per liberarcene», spiega la psicologa cognitiva Giulia Meloni. Ripeti l'esercizio spesso: diventerà il tuo momento di consapevolezza abituale.

Lo step successivo è ribaltare punto di vista. Se ti senti inadeguata, fragile, intimorita, chiedi a te stessa: è proprio vero? Sono davvero così o mi sento io così? E perché? A volte, a bloccarci è qualcosa che è successo e ci ha ferito, fatto arrabbiare, che ha generato dolore o frustrazione. È il caso di una rottura sentimentale o una delusione lavorativa che ci rende confuse, incerte. Se hai fatto di tutto per superare il problema, ma la situazione è immutata, concediti di passare attraverso ogni stato d'animo che ti sßuscita, ma cercando di dare il prima possibile la giusta collocazione all'accaduto. «Dobbiamo decidere quale posto vogliamo dare a questa esperienza nella nostra vita», dice Tammes. «Cosa ci ha insegnato? Fa ancora parte di noi? Per evitare lo stesso errore in futuro, può essere utile salvarla nella cartella sagge lezioni e farne tesoro. Se ci ha lasciato qualcosa di buono, possiamo archiviarla tra i dolci ricordi. Ma se riteniamo sia giusto non pensarci più, è meglio spostare tutto nel cestino».

La bambina che è dentro di te

Ora non ti resta che riempire gli spazi che si sono liberati con nuovi sentimenti positivi. «Immaginare di aver diritto a un'esistenza felice aiuta davvero a costruirla», dice Panzera. Passiamo un sacco di tempo a inseguire un'ideale di felicità «senza renderci conto che quella vera e duratura è conseguenza di tanti stimoli diversi: piacere, relax, gratitudine, soddisfazione, divertimento...», dice Tammes. «La felicità ha bisogno di occasioni, incontri, contatti. Bisogna scegliere le persone giuste, perché per arredare il nostro spazio interiore contano le relazioni serene con gli altri».

Necessario, infine, dare spazio ai sogni. Per farli avverare, la Tammes ha inventato la stanza dei giochi. E invita a immaginarla scegliendo colore, arredi, giocattoli... Mentre la visualizzi, cerca di ricordare i tuoi sogni di bambina: quali vuoi lasciare andare? Quali meritano di avverarsi? È un esercizio utile per riconciliarsi con i desideri che non si sono realizzati e comprendere le nostre aspirazioni di donne adulte. Fantasticare come da piccole è il primo passo per spianare la strada al futuro. E realizzarlo.

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