Vacanze, istruzioni pratiche per riposare davvero

Non basta partire, bisogna cambiare ritmo e lasciarsi andare​: i benefici del riposo per la mente arrivano quando ci sentiamo finalmente liberi di scegliere e affrontiamo l'ignoto

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Non basta andare in vacanza. Non basta partire. Bisogna sapersi fermare, staccare la spina e godere appieno i benefici per la mente di un periodo di meritato riposo. Che non vuol dire mandare il cervello all'ammasso o oziare tutto il giorno. La vacanza puòs essere anche un periodo molto attivo oppure un momento in cui sviluppare creatività e autoconsapevolezza. Perché faccia bene, il periodo di vacanza deve rispondere ad alcuni requisiti che abbiamo analizzato con l'aiuto di Paola Biondi, psicologa e psicoterapeuta dell'Ordine degli Psicologi del Lazio. 

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Fare un po' di vuoto, per fermare lo stress

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Tutti abbiamo la necessità di fermarci, di prenderci un periodo di vacanza per interrompere quel flusso di rapidità nel quale siamo immersi e che, nel lungo periodo, provoca distress, ovvero lo stress dannoso per l'organismo. Invece, le attività che ciascuno trova rilassanti favoriscono la produzione dei cosiddetti ormoni del benessere, ovvero i livelli di endorfine e serotonina che ci procurano uno stato di benessere. Il corpo ci dice quando è il momento di fermarci, mandandoci dei segnali precisi: il mal di testa, la bronchite, la febbricciattola, possono essere avvisi che si è vicini al crollo, che non si hanno più risorse, che è ora di prenderci una pausa. E'  bene ascoltare questi segnali, ricordandoci che corpo e mente sono un'unità inscindibile.

Vacanza è… libertà di scegliere

Cosa sia "rilassante" è molto soggettivo: per qualcuno può essere un tour de force in montagna, per altri fare la lucertola sulla spiaggia. L'importante è poter scegliere liberamente, uscire dalla logica del "devo fare" per dedicarsi a quello che "voglio fare". Si può imparare dai bambini che sanno bene cosa li fa stare bene, cioè giocare e divertirsi, senza regole e fuori dagli schemi. Si tratta quindi si lasciarsi guidare dall'istinto che è la libertà di vivere il momento presente. Noi in genere indulgiamo nel passato o ci proiettiamo nel futuro. In vacanza possiamo godere del presente: mentre sto mangiando, o passeggiando o nuotando, mi godo quell'attimo per quello che è.  

Cambiare ritmo

La vacanza deve anche essere un'occasione per cambiare ritmo. Notiamo che dopo qualche giorno si manifestano i primi benefici: in genere, ci si riappropria dei propri ritmi circadiani (sonno-veglia) e quindi migliora il sonno, fondamentale per il nostro benessere. 

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Non dimentichiamo che spesso le migliori soluzioni ai nostri problemi riusciamo a trovarle dormendo. Questo stato aiuta a regolare anche l'appetito, la digestione, la sessualità. In vacanza ciascuno può ritrovare il proprio personalissimo ritmo. Non serve andare in capo al mondo per ricaricare le pile, si può fare anche a casa, purché ci si sottragga alla routine.  

Fare un po' di conti (con se stessi) 

Ci sono persone che cercano di evitare le vacanze per non guardarsi dentro, per continuare ad occuparsi la mente. E' come bere per dimenticare. In questi casi è bene chiedersi qual è il vero motivo per cui non vogliamo fermarci. I problemi rimangono sempre lì se non li affrontiamo. Tanto vale, dunque, approfittare delle ferie estive per fermarsi e fare i conti con se stessi, con quello che  abbiamo vissuto e sperimentato: se è un evento doloroso, occorre elaborarlo, attraversarlo, perché possiamo accettarlo e stare meglio. 

Se nulla è previsto, si rafforza l'autostima 

Chi ha l'ossessione di avere tutto sotto controllo, chi ha difficoltà a lasciarsi andare, pianificherà la sua vacanza in modo altrettanto rigido e preciso, senza lasciare nulla al caso. Per queste persone la vera vacanza dovrebbe essere invece partire senza un vero programma, anche da soli, pronti ad affrontare tutte le eventualità, gli imprevisti, le sorprese che un viaggio può riservare. Superare gli imprevisti – perché nulla era previsto – non può che rafforzare l'autostima.  

Preparare un rientro soft

Non è una buona idea quella di tornare a casa dalle ferie giusto la notte prima di cominciare a lavorare, procurandosi un notevole stress da rientro. Molto meglio organizzare un ritorno lento, che permette di riprendere contatto con la realtà, la propria casa, sistemare le cose con calma e ritornare al lavoro ancora immersi nel sano ritmo vacanziero. 

Con la mente già rivolta alla prossima vacanza,  che può essere un week-end lungo, nel giro di pochi mesi, per prendere la buona abitudine di staccare un po' la spina, di tanto in tanto.

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