Come superare i contrasti con chi ami grazie alla mindfulness

Quando c'è un problema, invece di cercare la colpa (dell'altro o nostra) inizia a cercare i pregi della persona – figlio, partner o familiare – con cui è scoppiata la tensione, e ritroverai la serenità

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Care amiche, siete single o in coppia? Avete figli? Piccoli, adolescenti, grandi? Nella nostra vita di donne del ventunesimo secolo il fenomeno della singletudine non accenna a diminuire (secondo l'ultimo censimento, gli italiani che vivono soli sono quasi sette milioni) e, se per alcune è frutto di una precisa scelta, per altre è uno stato di più o meno penosa mancanza. Chi, in fondo, non vorrebbe avere un partner amorevole, una relazione appagante, una famiglia serena? Purtroppo, senza indagare le molteplici ragioni per cui negli ultimi 50 anni il nucleo familiare è diventato sempre più smilzo, i rapporti di coppia sempre più difficili e quelli con i figli sempre più faticosi, c'è da dire che nessuno ci ha insegnato come condurre una relazione in modo che diversità e contrasti non la feriscano in modo logorante. L'educazione sentimentale non fa più parte della nostra cultura. Mentre quella al giudizio e all'intolleranza ci viene somministrata in piccole ma quotidiane dosi fino a toglierci la capacità di affrontare una crisi senza il dito puntato e la lingua pronta.

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E se, quando c'è un problema, invece di cercare la colpa (dell'altro o nostra) iniziassimo a cercare i pregi della persona – figlio, partner o familiare – con cui è scoppiata la tensione? Non è uno scherzo ma uno dei metodi mindful più efficaci per sviluppare relazioni appaganti e mature. Secondo voi, quando la nave traballa, è molto più utile rinforzare scafo e motori o trivellarli di buchi prendendoli a mazzate? Lo stesso vale per il rapporto umano che, soprattutto quando s'incrina, va annaffiato con specifici fertilizzanti: fiducia, apprezzamento, stima. Nelle comunità di Mindfulness fondate da Thich Nhat Hanh  si pratica il  "Ricominciare da Capo", una tecnica che consiste nell'affrontare un problema partendo dal riconoscimento individuale e collettivo dalle qualità pregevoli di chi l'ha provocato. 

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Si crea così una base di accoglienza e positività per cui l'altro, invece di mettersi sulla difensiva e prepararsi a contrattaccare, si sente accolto e non giudicato in toto, ma solo per quello che ha fatto. Non si mette in dubbio il suo valore, ma il suo comportamento. E questo, vi assicuro, fa una differenza enorme.

TRE STEP

Ogni evento critico è sempre co-prodotto. Quindi, se il primo step è rassicurare l'altro sul fatto che NON lo critichiamo come persona, il secondo è riconoscere che anche noi possiamo aver contribuito a creare il fattaccio. Ci prendiamo le nostre responsabilità e ce ne scusiamo. Solo a questo punto possiamo fare la nostra "critica" spiegando cosa ci è sembrato sbagliato, ingiusto o scorretto. 

Seguendo questo metodo in tre passi, ciò che esterniamo non è un'aggressione giudicante, ma una richiesta di aiuto nel rimediare a ciò che ci ha messo in difficoltà o ci ha fatto soffrire. Non stimoliamo l'aggressività ma la cooperazione.

CON I FIGLI, GIOCA ALLA MARGHERITA

In famiglia, potete educare i figli ad affrontare in questo modo propositivo e accogliente ogni difficoltà relazionale intrattenendoli fin da piccoli col gioco della margherita. Ci si riunisce in cerchio, si prendono dei fogli bianchi e su ognuno di essi si disegna una margherita con tanti petali quante solo le persone che partecipano all'incontro (genitori, fratelli, nonni…). 

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Tenendo un foglio a testa, ognuno scrive al centro del fiore il proprio nome. Poi lo passa al vicino, che scriverà su un petalo una qualità positiva che riconosce della persona nominata al centro della margherita. Fatto questo, passerà il foglio al vicino che farà lo stesso su un altro petalo. E così via, finché la margherita non tornerà alla prima persona, che leggerà in lei tutto il bello che gli altri pensano nei suoi confronti.  È questa un'applicazione molto semplice ed efficace del metodo dell'irrigazione selettiva: annaffiare i semi della gioia e lasciar morire d'inedia quelli delle emozioni negative. Dovremmo farlo regolarmente con noi stessi e tutte le persone che amiamo. Anche e soprattutto quando, per un motivo o per l'altro, diventano difficili da trattare, da capire, da sopportare.

Se poi volete assicurarvi un amore più duraturo, nei periodi in cui siete felici con il partner scrivetegli una lettera – che non gli darete mai – in cui elencate tutti i pregi del rapporto, le qualità che vedete in lui e i motivi per cui vi fa sentire così bene. Mettetela in un cassetto e tiratela fuori quando sarete in un momento di crisi e correrete il serio rischio di identificarvi con i sentimenti negativi che transitoriamente provate. 

Ogni espediente è buono per ricordarci che tutto è impermanente. E che l'armonia non è un dono acquisito per sempre, ma il frutto dinamico di una composizione curata. Giorno dopo giorno. In ogni attimo presente.

Con Amore

Grazia

Grazia Pallagrosi

Grazia Pallagrosi, giornalista e insegnante di Mindfulness, vive tra l'Italia e la Thailandia, dove conduce ritiri di meditazione e riequilibrio psicofisico.

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