A Pisa si studia la scienza della felicità

Parte all'università di Pisa un programma di studio sulla coscienza, con un approccio che unisce scienza occidentale e spiritualità orientale​: a siglare questa rivoluzione - che in futuro potrà darci gli strumenti per raggiungere il benessere emotivo - Alan Wallace, grande studioso di scienza ma anche di meditazione buddista

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Care amiche, questa settimana voglio condividere con voi l'inizio di una rivoluzione a cui ho avuto la fortuna di assistere giovedì scorso proprio qui, nella nostra Italia tanto sofferente e criticata. È una rivoluzione che avrà una portata enorme, simile a quella Copernicana e paragonabile al cambio di prospettiva determinato dalle scoperte di Galileo e Darwin. Con una ricaduta fortissima non solo piano scientifico, ma anche su quello che tocca nel quotidiano ognuno di noi comuni mortali: il terreno su cui si gioca la felicità della propria vita. Ma fatemi raccontare cosa è successo.

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SIAMO NOI CHE CREIAMO LA REALTA'

Giovedì scorso sono stata all'università di Pisa, dove menti illuminate della facoltà di ingegneria hanno deciso di iniziare un programma di studio, formazione e ricerca sulla coscienza, con un approccio empiristico che unisce scienza occidentale e spiritualità orientale coinvolgendo esperti meditatori dell'Istituto Lama Tsong Kapha di Pomaia (iltk.org). A siglare questo importantissimo momento c'era il presidente del Santa Barbara Institute for Consciousness Studies, il professor Alan Wallace, tra le massime autorità mondiali nello studio sulla coscienza. Un personaggio unico, grande studioso di scienza (ha una laurea in fisica e una in filosofia della scienza) ma anche di meditazione buddista (è stato monaco ordinato direttamente dal Dalai Lama) e di quei sistemi orientali di pensiero che da 4000 anni indagano con minuzioso rigore la mente umana. 

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Cosa divideva fino a ieri questi due comparti, scienza occidentale e psico-filosofia orientale? Il tipo di approccio! Per la nostra cultura, infatti, studiare qualcosa con oggettività significa astrarsi dalle proprie percezioni individuali e assumere il ruolo dell'osservatore esterno e distaccato: è un approccio in terza persona. Per la cultura orientale, invece, è l'approccio in prima persona quello che ci permette di 'vedere' l'oggettività delle cose, perché le cose ci appaiono esattamente come NOI le vediamo. Il questa prospettiva, il mondo è ciò che noi ne facciamo con i nostri modi di pensarlo. In effetti, la fisica quantistica ha dimostrato che non esiste alcun oggetto osservabile senza un osservatore che osserva e, osservandolo, contribuisce a creare l'oggetto osservato. Prendi la persona che ti sta più antipatica, quella che giudichi peggio tra tutte quelle che conosci. È ugualmente terribile agli occhi di sua moglie? Dei suoi figli? Dei suoi amici? Certamente no! E allora quella persona com'è realmente? Come appare a te attraverso il filtro dei tuoi condizionamenti o come la vedono gli altri attraverso il filtro dei loro?

I filtri che fisiologicamente frapponiamo tra noi e la realtà contribuiscono a creare la realtà stessa. E solo noi possiamo vedere cosa sta sotto queste lenti in due modi: primo, accorgendoci che le indossiamo; secondo: smettendola di identificarci con esse.

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MEDITAZIONE E IL NUOVO RINASCIMENTO

Il programma di formazione e ricerca inaugurato a Pisa, in una delle nostre più prestigiose università, ha come primo obiettivo quello di aprire in dialogo tra scienza e spiritualità, trovando un linguaggio comune e un metodo d'indagine totalmente basato sull'esperienza, quindi avulso da ogni dogma sia intellettuale che religioso, per capire come funziona la nostra mente. A questo scopo verranno utilizzate anche le pratiche contemplative – la meditazione – con il rigore metodologico tipico della scienza occidentale. Si esce quindi dal paradigma materialistico, mentre un'inebriante brezza d'innovazione e libertà sembra ispirare un nuovo Rinascimento: «È necessario smettere di identificare la mente col il cervello», ha spiegato Wallace, «perché questo è stato uno dei grandi errori del materialismo scientifico, che ha fatto arenare le conoscenze sulla mente al punto in cui erano 150 anni fa. Mentre in tutti i campi del sapere 'esterno' la nostra cultura ha fatto passi da gigante, quando si tratta di capire come funzioniamo 'dentro', siamo ancora fermi alle acquisizioni di un passato molto lontano». Temi importanti come il benessere interiore, che sigla in maniera determinante tutti gli altri comparti della vita di ogni persona, vengono affrontati con strumenti inadeguati che, complice una situazione storica caratterizzata da instabilità e paura, non riescono ad arginare la diffusione di uno stato di disagio emotivo, insoddisfazione e infelicità dilagante. 

Sempre più persone non si sentono a proprio agio nella propria vita, nei propri panni, molti vorrebbero cambiare, scappare, ribaltare tutto ma restano bloccati in quell'illusione di limitatezza e separatezza con cui il materialismo ha castrato le nostre reali possibilità creative. Incasellando l'Essere con gli stessi esiti di chi cerca di catturare l'aria con una rete.​

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TUTTI POSSONO RAGGIUNGERE LA FELICITA'

La vita è un catalogo di possibilità e, come la fisica quantistica ha in parte già dimostrato, siamo noi che determiniamo quale linea d'esistenza si materializzerà. Di solito lo facciamo inconsapevolmente, trascinati da automatismi e condizionamenti che ci portano ben lontano dal nostro obiettivo comune: essere felici. Ma, dotati di un'adeguata tecnologia scientificamente vagliata, in un futuro non lontano potremmo avere la possibilità di scegliere quale scenario creare e abitare. A braccetto con la spiritualità, la scienza del futuro potrà fornirci una strumentazione obiettiva, grazie alla quale chiunque potrà raggiungere uno stato di benessere emotivo stabile. 

E, forse, se questo meraviglioso progetto d'indagine andrà avanti, la scienza 'orientoccidentale', permettetemi questo neologismo, metterà finalmente nelle nostre mani una tecnologia rivoluzionaria: la tecnologia della felicità

Con strumenti low-cost quali un cuscino da meditazione e un preciso programma di addestramento mentale basato sull'esercizio dell'attenzione, della concentrazione e della piena presenza mentale. Dal fuori al dentro. Dall'indagine oggettiva esterna a quella soggettiva interna. Dal guardare con gli occhi al vedere con la mente e con il cuore.​ 

Perché solo qui, nell'universo misconosciuto del nostro spazio interiore, c'è il grande proiettore di quel film che chiamiamo realtà. Grazie quindi ad Alan Wallace (con me nella foto qui sopra), al professor Bruno Neri, organizzatore dell'evento, al professor Angelo Gemignani, direttore del Master in neuroscienze, mindfulness e pratiche contemplative  dell'università di Pisa e alla dottoressa Carla Papa, che mi ha guidato tra i misteri di questo dipartimento d'eccellenza in cui c'è anche una donna robot capace di leggere le emozioni. Ma di questo vi parlerò un'altra volta. 

Con Amore

Grazia

Grazia Pallagrosi

Grazia Pallagrosi, giornalista e insegnante di Mindfulness, vive tra l'Italia e la Thailandia, dove conduce ritiri di meditazione e riequilibrio psicofisico.

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