Cosmetici naturali: non tutto è come appare

Le dritte degli esperti per distinguere i cosmetici naturali veri da quelli falsi e le indicazioni per imparare a scegliere tra naturali, di derivazione naturale, biologici, biodinamici

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Si fa presto a dire naturale! Ma i cosmetici naturali, per definirsi tali, devono rispondere a precisi requisiti e dovrebbero essere certificati da enti certificatori specifici (Cosmos, NaTrue, Icea, AIAB, Ecocert, Bio&natural Organic Cosmetics e Natural Cosmetic di Bioagricert, Demeter) che garantiscono la qualità del cosmetico. In sintesi, non è sufficiente scrivere in etichetta che quel prodotto contiene un ingrediente naturale (seppure è presente nell'inci ovvero la lista degli ingredienti) per potersi definire cosmetico naturale.

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Quanto contano le certificazioni 

Molto, perché purtroppo la legislazione vigente è carente, come spiega la dottoressa Villa, responsabile del laboratorio di ricerca e sviluppo di L'Erbolario: «Ad oggi, non esiste una legge che regolamenti il cosmetico naturale e di conseguenza la percentuale che un prodotto deve contenere per definirsi tale. Solo alcune certificazioni biologiche e naturali, come ad esempio Organic Cosmos, regolamentano la percentuale di biologico o di naturale, ma sono certificazioni volontarie e non di legge. Secondo lo standard Cosmos Organic, ad esempio, sono ammessi componenti di sintesi e/o petrolchimici fino a un massimo del 2 %, di conseguenza la percentuale di ingredienti naturali dovrà essere almeno del 98%».

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In generale, un prodotto naturale di buona qualità: «Non dovrebbe contenere derivati del petrolio, conservanti, coloranti sintetici, siliconi, formaldeide, alcool, parabeni, PEG, OGM o loro derivati», afferma il dottor Riccardo Cozzo, amministratore delegato di Bioagricert.

Naturale o di origine naturale: cosa cambia

«Direi che non esiste differenza tra naturale e di origine naturale. O meglio, ci sono materie prime vegetali che possono essere usate tali e quali come ad esempio gli oli spremuti a freddo (tra i quali l'olio di girasole, germe di grano, avocado, i burri, gli estratti vegetali di piante macerate in glicerina vegetale). Ci sono poi le materie prime di origine naturale che per entrare nei cosmetici devono essere lavorate in modo eco sostenibile quali i tensioattivi e gli emulsionanti che derivano ad esempio da glucosio, da canna da zucchero e altre piante», afferma la dottoressa Villa.

Gli ingredienti naturali possono anche avere un'origine biotecnologica: «Con le biotecnologie si producono preparazioni microorganiche ottenute dalla fermentazione di microrganismi basate su sorgenti rinnovabili come amido e zucchero, oppure da fermentazioni batteriche. Inoltre, si utilizzano cellule in vitro e colture di cellule. Tutte metodologie eco-sostenibili da non confondere con la tecnologia OGM», sostiene la dottoressa Anna Buonocore, cosmetologa.

Biologici e biodinamici: dov'è la differenza

I cosmetici biologici si possono definire tali se la loro formula contiene oltre il 90% di ingredienti naturali o di derivazione naturale rigorosamente biologici, ovvero provenienti da coltivazioni e allevamenti bio (no pestidici, concimi chimici, ecc.) o da raccolta spontanea in aree protette certificate da tutela ambientale.

I cosmetici biodinamici, invece, oltre a possedere tutti i requisiti dei biologici, hanno una marcia in più perché: «Sono prodotti vivi, che risvegliano le energie intrinseche del nostro organismo essendo formulati con ingredienti che provengono da coltivazioni biodinamiche», dicono gli esperti di Weleda. «L'agricoltura biodinamica si potrebbe definire omeopatia della terra, perché restituisce energia alla terra, ne aumenta l'attività biologica e consente alle piante di crescere in modo naturale, nutrite dall'ecosistema del suolo».

Diamo i numeri

Alcuni anni or sono, secondo una ricerca condotta dall'Osservatorio GPF, nella percezione dei consumatori la distinzione tra prodotti di personal care biologici e naturali non era affatto chiara: il 29% di chi li utilizzava non capiva bene le differenze tra le due categorie, per il 21.5% erano la stessa cosa, mentre per il 49,5% erano cose diverse. Più del 50% dei consumatori, quindi, riuniva sotto lo stesso gruppo i cosmetici non-convenzionali etichettandoli come naturali, quando invece la differenza tra naturale, di derivazione naturale, biologico, biodinamico è importante. Oggi la situazione è leggermente migliorata, ma c'è ancora una discreta confusione al proposito e la lacuna legislativa non aiuta certamente a comprendere bene le differenze.

Imparare a riconoscere un vero cosmetico naturale o biologico da un fake, ovvero un finto naturale, è importante perché il 60 per cento dei cosmetici che utilizziamo (in media si usano prodotti di personal care 25 volte la giorno), è assorbito dalla pelle, ovvero circa due chili nell'arco della nostra vita (dati Cosmetica Italia ex Unipro).

Considerati questi numeri, non è irrilevante quello che usiamo per lavarci, truccarci, nutrire la pelle, perché la qualità di ciò che si spalma su viso, corpo, capelli è importante per il benessere individuale e del pianeta.

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