I cosmetici naturali sono il bene assoluto e usarli combina dolcezza, efficacia e rispetto per l'ambiente

La ricerca cosmetica ha fatto passi da gigante, individuando nuovi ingredienti e processi di estrazione sempre più sofisticati: il risultato? Anche i cosmetici naturali sono in grado di garantire texture piacevoli e risultati di qualità sulla pelle

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È il mantra del momento: più natura, meno chimica. Non solo nel food, che di recente sta vivendo una vera rivoluzione bio, ma anche nel mondo cosmetico. Da qualche anno, a partire dalle grandi multinazionali fino ai piccoli laboratori, si stanno creando nuovi equilibri fra fitoestratti e molecole di sintesi. E oggi, vuoi per gli outing delle celeb (Gwyneth Paltrow ha fatto scuola) o per la maggiore sensibilità delle consumatrici, i prodotti naturali sono molto richiesti. I dati parlano chiaro: rappresentavano solo il sette per cento del mercato nel 2006, ma a fine 2016 la percentuale è triplicata. Il che non deve stupire: la ricerca cosmetica ha fatto notevoli progressi, individuando nuovi ingredienti e processi di estrazione sempre più sofisticati. Il risultato è che adesso anche i cosmetici naturali sono in grado di garantire texture piacevoli e risultati di qualità sulla pelle. Provare per credere!

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Cosmetici verdi: tutti uguali?

Naturali, bio e vegani: spesso i termini si confondono e si usano senza distinzione. Invece la differenza c'è, anche se la legge è ancora poco chiara e lascia spazio ai malintesi. Il cosmetico naturale è "a base vegetale", quindi contiene fino al 10 per cento di fitoestratti puri e il resto di origine naturale (non specificato dal legislatore), oltre naturalmente a conservanti e stabilizzanti di sintesi. Quello bio, invece, (organic è l'equivalente in inglese), deve contenere almeno il 95 per cento di sostanze naturali ricavate da coltivazioni che non fanno uso di pesticidi. E in più deve essere certificato. Il termine vegano, infine, indica che non ci sono stati test su animali (cruelty free). La prima regola per stare tranquille? Far cadere la scelta su un cosmetico con una certificazione ben visibile sulla confezione, l'unica a garantire la provenienza degli ingredienti. Che si chiami Cosmos, Ecocert, Icea o NaTrue, il risultato non cambia: gli standard di sicurezza sono universali. E poi, per controllare il contenuto del barattolo, è utile saper leggere l'Inci (International nomenclature of cosmetic ingredients), l'elenco di tutti gli ingredienti che compongono la formula. Da tenere presente che la lista è stilata in ordine decrescente, quindi ai primi posti si trovano tutti i componenti usati in quantità maggiore. Purtroppo non sono ancora esplicitate le percentuali, ma si può verificare se sono impiegati estratti naturali poiché c'è l'obbligo di scriverli con il nome botanico in latino; tutti gli altri in lingua inglese.

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L'uomo che sussurrava alla piante

Al di là dell'onda green che sta rinnovando il mondo cosmetico, ci sono realtà che hanno fatto del naturale un valore di fondo fin dalle origini. Come Yves Rocher, dal nome del suo fondatore: umanista illuminato e appassionato di natura, oltre 50 anni fa prese la missione molto seriamente, trasformandola in una filosofia aziendale improntata sulla responsabilità ambientale. Lo si capisce subito quando si arriva a La Gacilly, in Bretagna, dove il gruppo, oggi capitanato dal nipote Bris, ha ancora i pionieristici laboratori di cosmétique végétale per la formulazione dei prodotti. Non solo. Lì si trovano anche il giardino botanico con oltre 1.100 specie a tutela della biodiversità, ben 55 ettari di terreno dedicati alla coltivazione delle piante officinali secondo i dettami dell'agricoltura biologica e un sito produttivo dove i processi di estrazione garantiscono la purezza degli attivi. Un approccio moderno che sorprende anche negli uffici di Parigi dove l'azienda, la prima a dire stop ai test sugli animali nel lontano 1989, si impegna a promuovere l'uguaglianza di genere e il benessere psicofisico dei dipendenti con giardini verticali e spazi comuni dedicati a sport, meditazione, relax. Il gruppo Yves Rocher è poi impegnato nel commercio solidale e molto attivo nelle attività di solidarietà: solo nel 2015 ha donato 4,1 milioni di euro per finanziare progetti ambientali, attività culturali, e la ricerca contro malattie ancora non curabili.

Una fondazione per donne eco

«Ogni giorno moltissime donne si impegnano per cambiare il mondo», diceva Yves Rocher. Ed è proprio dedicato a loro il premio Terres de Femmes, ideato 15 anni fa dalla Fondazione Yves Rocher-Institut de France per sostenere progetti femminili a favore dell'ambiente. A oggi sono già 350 le iniziative finanziate, in oltre 50 nazioni del mondo. Da due anni esiste anche l'edizione italiana. Quindi, se siete alla ricerca di un sostegno per portare avanti una vostra battaglia personale a tutela della natura, perché non tentare? Basta presentare il progetto online (info: yves-rocher.it): se conquista la giuria, composta da esperti in tutela ambientale e leadership femminile, riceverete un finanziamento di 10.000 euro.

Foto di Brooke Cagle su Unsplash

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