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Sakineh, finalmente libera! 5 cose da sapere su di lei

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Sakineh, finalmente libera! 5 cose da sapere su di lei

Sakineh Mohammadi Ashtiani è uscita dal braccio della morte di un carcere iraniano, dove era detenuta dal 2006, anno in cui fu condannata alla lapidazione

di Redazione

20 marzo 2014

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PER L’ANAGRAFE: Sakineh è una donna di 47 anni originaria di Tabriz, una grande città della zona nord occidentale dell’Iran.

LA SVOLTA: Oggi, 20 marzo 2014, è stata graziata. Ed è tornata a essere libera grazie a un provvedimento di clemenza, dopo 8 anni di detenzione durissima.


LA CONDANNA: nel 2006, Sakineh era stata accusata di aver tradito il marito, partecipando alla sua uccisione. Secondo le leggi iraniane, avrebbe dovuto essere lapidata per il reato di adulterio e impiccata per quello di omicidio. È stata incarcerata nel braccio della morte. Più volte in questi ultimi anni sono arrivate notizie in merito alla sospensione della pena o alla sua commutazione in un semplice arresto. Ma mai con un serio fondamento.

COME SE LA PASSANO LE DONNE IRANIANE: nel 1979, durante il regime dell’ayatollah Khomeini, in Iran fu vietata qualsiasi forma di occidentalizzazione. E iniziò una politica severamente repressiva nei confronti delle donne, che persero molti dei loro diritti e furono costrette a coprirsi con il velo. Questa oppressione è continuata anche dopo la fine del regime, negli Anni 90, nonostante l’elezione del presidente Mohammad Khatami. Ma nel 2001 qualcosa inizia a cambiare. Le donne dimostrano pubblicamente di aver preso coscienza della loro condizione di inferiorità e dell’oppressione che grava sulle loro scelte. E protestano con cinque imponenti manifestazioni, senza precedenti. Ma senza riuscire a ottenere il riconoscimento che chiedono. Tuttora, chi si rifiuta di coprirsi con il velo commette un reato punibile con la fustigazione.


LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE: nel 2010 molti governi, tra cui quello tedesco e quello italiano, si sono mobilitati per tutelare i diritti umani di Sakineh e cercare di sottrarla alla lapidazione. Il suo caso è stato portato anche al Parlamento europeo e difeso da molte organizzazioni internazionali per i diritti umani.

LA DECISIONE DI LIBERARLA: se non verrà smentita, è stata annunciata ieri, 19 marzo 2014, giorno di inizio dell’anno nuovo secondo il calendario dell’Iran.


(Paola Brambilla)

di Redazione

20 marzo 2014

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