Taglio capelli: 5 buoni motivi per chiedere il dry cut

Il taglio a capelli asciutti ha tanti pregi e pochi difetti: un esperto hairstylist spiega perché è perfetto per look spettinati, cambi di tinta, capelli mossi, ma non solo...

Il dry cut o taglio capelli asciutti è poco utilizzato dai parrucchieri. Perché?

Lo abbiamo chiesto a Matteo Modola, hairstylist, trainer e affiliato Jean Louid David: «Diciamo che, per tagliare i capelli da asciutti, il parrucchiere deve essere veramente abile perché le chiome asciutte sono più difficili da gestire. I capelli bagnati sono più pettinabili, si separano facilmente ed è quindi più semplice eseguire scalature o pareggiare le lunghezze».

Però il taglio a capelli asciutti ha tanti pregi e pochi difetti, ecco 5 buoni motivi per chiederlo.

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1 Quando è consigliato il dry cut?

Quando si deve cambiare il colore o si vogliono fare i contrasti perché, dopo avere effettuato il disegno del taglio, i giochi di colore si posizionano con più precisione se la chioma è asciutta.

Oppure quando si vuole creare un look spettinato, che non è legato ad effetti di styling particolari.


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2 È vero che con il dry cut si controlla meglio la lunghezza del taglio?

«Da sempre, chi vuole tenere i capelli lunghi o medio-lunghi, ha paura della spuntatina. Ed è pur vero che i capelli mossi o ricci sembrano più lunghi quando si tagliano da bagnati, perché l'acqua li appesantisce e li tira verso il basso. In questi casi, prima di bagnare i capelli, è buona regola informare il parrucchiere sul tipo di styling che si desidera: naturale, liscio, mosso o riccio. Bisogna anche valutare se la cliente ama cambiare look, ad esempio passare da effetti naturali a pieghe più elaborate. Sta poi al parrucchiere decidere se tagliare i capelli da asciutti o da bagnati».

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3 I capelli sottili o fragili come reagiscono al dry cut?

«In generale, qualsiasi tipo di capello tende a essere leggermente più fragile da bagnato perché l'acqua rende le lunghezze più elastiche e l'elasticità crea un effetto molla mentre si pettinano. Risultato: tendono a spezzarsi, soprattutto se sono fragili per natura. Per quel che riguarda il taglio su capelli bagnati o asciutti, però, è irrilevante. L'unico accorgimento che deve avere il parrucchiere è di spazzolare i capelli fragili prima dello shampoo così, se ci sono dei nodi, si possono districare senza danneggiarli». Una buona soluzione per non stressare i capelli sottili è di lavarli ogni tanto con la tecnica del co-wash o con lo shampoo secco.

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4 I capelli più adatti al dry cut?

«I capelli ricci e afro sono più predisposti a essere tagliati da asciutti, perché, in questo modo, si possono gestire meglio i volumi: se i ricci sono asciutti, mentre si taglia si può già verificare l'effetto styling. L'obiettivo poi, è disegnare il taglio in funzione della richiesta della cliente (se vuole volume e dove). Di solito, suggeriamo di lavare i capelli il giorno prima e di asciugarli secondo le proprie abitudini, per valutare meglio insieme il risultato che si vuole ottenere».

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5 Il taglio a secco riduce i tempi di permanenza dal parrucchiere?

«Su questo bisogna fare chiarezza: dopo il taglio sui capelli bagnati e la messa in piega, di solito si fa una rifinitura finale sui capelli asciutti. Dal punto di vista della cliente, questo doppio taglio può essere interpretato come un doppio lavoro che allunga i tempi. Però, secondo il punto di vista del parrucchiere, per un buon risultato finale questo doppio taglio è essenziale, perché serve a dare una linea armoniosa al taglio. Quindi, il secondo taglio a secco è un valore aggiunto che determina la professionalità e l'abilità del parrucchiere».

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