Vanessa Incontrada: quando mi prende l'ansia di essere inutile, poi arriva il "Che"
Giovedì, 7 giugno 2012 12:57
“Che” come Guevara, “il guerrigliero che è in me e viene a salvarmi”. Perché a volte “se hai
faticato tanto per arrivare, ti rende triste l’idea che la gente si dimentichi di te”. Lei l’ha provato, dopo Zelig. Ma ora l’aspetta un film con Gassman: “Sarò una prostituta. E a proposito: non è che
con le case chiuse quelle come lei stavano meglio?”
di Francesca Tumiati - foto Alessio Bolzoni
Quando arriva è vento catalano che spazza via l’attesa. Si muove rapidissima in jeans e t-shirt verde menta. Prima bacia la pancia di sette mesi della sua agente, poi abbraccia l’amica che la ospita nel suo appartamento a Roma, inondandola di lentiggini e capelli ramati. Parla veloce, l’accento appena aspirato solletica una sensualità sciolta, familiare. Il clima è quello di una rimpatriata tra amiche, così durante l’intervista restano tutte. Silenzioso picchetto femmminile pronto ad arginare un olé di troppo. «Temono che dica chissà cosa». E Vanessa Incontrada scoppia a ridere con tutte quelle efelidi che reinventano l’allegria.
In effetti è un fiume in piena.
Sono sempre stata così. Vuole sapere una cosa? Un giorno Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche mi chiese se nelle interviste si può dire tutto. E io, colta in contropiede le risposi: «purtroppo no». Tornassi indietro rettificherei: «purtroppo non si può, ma io voglio dire tutto!». Mi riprometto di tacere, poi non riesco. Su Zelig, per esempio, è stato tutto stravolto.
A proposito di Zelig, si dice che Bisio abbia deciso «di stare fermo un giro». Gli ascolti non erano il massimo. Con lei, invece, erano ai vertici. Una sottile soddisfazione.
Unire Messi a Ronaldo ha comportato dei rischi. Claudio e Paola Cortellesi sono due grandi attaccanti, insieme sono una scommessa: puoi fare il botto ma anche non decollare. Io sono sempre stata il centrocampo che passa la palla.
E ora vorrebbe ripassarla a Bisio?
Sto bene con Claudio, lo sento molto affine, a prescindere da Zelig. Se dovessi immaginare di lavorare ancora con lui, penserei più a un film comico insieme.
In questo momento ha l’aria di chi sta per svelare qualcosa.
Non dovrei, ma come sempre non resisto. Ho in programma un film per Sky per la regia di Giambattista Avellino. Farò la prostituta, vicina di casa di un ladro, interpretato da Alessandro Gassman. La prima commedia comica nel cinema, uscirà a Natale.
Come si è calata nei panni di una prostituta?
Mi sento molto vicina alle ragazze di strada. Quando le vedo sui marciapiedi, così giovani, le caricherei in macchina e me le porterei a casa. In fondo la legge Merlin ha creato un danno, con le case chiuse c’era più controllo.
Ma in tv non ritorna?
Non vedo l’ora, lo spettacolo è il mio ossigeno. Ora però non è facile mettere a fuoco un nuovo progetto lavorativo. Ho una carriera particolare: sono una conduttrice ma non sono la classica conduttrice. Sono un’attrice ma comunque rimbalzo sempre alla conduttrice. La domanda che mi pongo sempre è: «cosa mi si addice veramente?». Il mio ruolo è talmente aperto...
Si rischia lo smarrimento.
A volte sì. Ma lo tengo a bada con il controllo. Sento il bisogno di monitorare tutto, supervisionare costantemente. Tengo sott’occhio anche la mia contabilità, ho uno staff di 15 persone. Mi scatta una specie di computer nel cervello. Affiancato dall’altro lato di me, che è più nomade e selvaggio.
Eredità esplosiva.
Sono venuta al mondo da una miscela caliente: mio nonno paterno era napoletano, la nonna calabrese di Palmi. Mia nonna materna invece era della Murzia, una regione del nord della Spagna. E la mamma catalana. I miei genitori alternavano regole ferree a grande apertura mentale. Ero libera, ma guai se sgarravo sull’ora di tornare a casa.
Che bambina è stata?
Da Barcellona mi sono trasferita a Follonica dove ho fatto le elementari: fino ai 10 anni ero una bambola infiocchettata, una meringa di volant, dove mi mettevi, stavo. Poi, di colpo è esploso in me il Che Guevara ribelle. Mia madre, quando avevo 17 anni mi ha lasciato andare perché ha capito la grande opportunità che mi era stata data. Mi ha detto: «Vanessa vai e scopri quello che c’è nel mondo perché io non te lo posso dare». Da allora ho iniziato a viaggiare come modella e non mi sono più fermata.
Fino al ritorno a casa: Follonica.
È la mia tana. Un luogo che mi placa, un antidoto al mondo dello spettacolo. Ho risolto i buchi vuoti aprendo un negozio di vestiti in paese. Sentirmi una persona che lavora, quando non faccio spettacolo mi ha dato un baricentro. Oltre a garantirmi una base economica.
Un caso anche l’incontro con Rossano Laurini, il suo attuale compagno?
Probabilmente il destino voleva che mi stabilissi lì e che mettessi su famiglia. Magari tra qualche anno cambia tutto...
E ritorna in in Spagna.
Tornerei solo per ribaltare Rajoy. Zapatero è stato molto in gamba, si è fatto in disparte al momento giusto con intelligenza. E poi in un Paese cattolico come la Spagna lui si è esposto a favore del matrimonio gay. Non è da tutti.
E cosa pensa del re Juan Carlos e delle sue 1.500 amanti svelate in una recente biografia?
Non toccate Juan Carlos! Non sta a me giudicare i tradimenti, sono affari suoi. Non dimentichiamo però che ci ha salvato dal franchismo. Per noi è, e rimarrà un mito.
La regina Sofia viene descritta come una monarca triste, isolata.
Juan Carlos domina da sovrano borbone,loro sono una coppia d’altri tempi. Con Felipe sarà diverso.
Tifa per la monarchia?
Sì. E mi auguro che continui, perché Felipe sarà un ottimo re. A differenza di suo padre governerà con la moglie. Dopo la diffidenza iniziale il popolo spagnolo oggi ama Letizia, perché ha capito che il loro amore è autentico, si sono scelti senza imposizioni. L’affiatamento fisico si percepisce anche solo vedendoli in foto o televisione. I reali di Spagna in fondo, sono più alla mano rispetto agli altri in Europa. L’infanta Cristina, per esempio, vive a un chilometro da casa mia.
Alla mano quanto vuole ma il marito Iñaki sta vivendo notevoli guai giudiziari.
Scagli la prima pietra... Se deve pagare, pagherà.
Lei che scotto ha pagato con la celebrità?
Il risvolto della medaglia è quando subentra l’ansia di essere inutile. Mi rende triste il pensiero che la gente si dimentichi di me. Perché ho faticato tanto ad arrivare e ho dato l’anima. Mi tormenta la domanda «e ora, cosa faccio?». Ci sono delle volte che non mi va proprio di lottare e me ne sto tranquilla nel tran tran. Poi all’improvviso scatta la guerrigliera. Basta, mi dico, è arrivato il «Che». Chiamo tutti e dico: «muoviamoci, si cambia!».
Anche con Isal è così decisa?
Sono contraddittoria: baci e sfuriate.
Lui come vive la mamma sullo schermo?
Non ha ancora 4 anni ma a volte, se mi vede in tv, dice subito: «mamma togli». Preferisce la versione in carne e ossa.
Non pensa a un altro figlio?
Non è ancora scattato il clic. Oggi ho altri pensieri per la testa.
Con Rossano, il papà di suo figlio, dura ormai da 5 anni. Ci sveli la formula.
Ascoltarsi, parlare, condividere. Rossano è sempre coinvolto nel mio lavoro. Si prepara e mi prepara psicologicamente. È il mio pilastro.
Non deve essere facile avere una fidanzata come Vanessa Incontrada.
Non solo per la popolarità. Ha dovuto fare i conti con il mio carattere, un uomo è destabilizzato da troppa combattività.
Invece a lei cosa piace in un uomo?
Mi affascina chi rimane seduto nell’ultima fila. Amo l’uomo riservato che parla con gli occhi. Mi irrita chi sgomita.
Cosa la ferisce?
L’attenzione morbosa sul niente. Quel distorcere le notizie, sempre. Prima puntando gli occhi sul mio amore con Rossano, poi sui chili di troppo e su Zelig.
E sempre così istintiva?
E anche molto aggressiva. Faccio sfuriate. In casa e in negozio mi è capitato di buttare fuori gente che trattava male le persone che lavorano con me. Guai toccare il mio entourage: divento una tigre.
Ha appena presentato a Verona il Wind Music Awards, che andrà in onda il 26 giugno. Lei una tigre, Carlo Conti molto diverso.
Siamo agli antipodi. Lui è un grandissimo professionista, segue il gobbo mentre io sono più naïf e improvviso. È talmente padrone della situazione che sembra non si emozioni, ma io me ne accorgo da come, all’improvviso, ingoia la saliva.
Tiziano Ferro è stato uno dei premiati con l’album : L’amore è una cosa semplice. È d’accordo ?
L’amore è semplice, poi arriviamo noi a complicare le storie. Troppa semplicità spesso ci annoia. Ma giocare con le emozioni non è affar mio. Se una storia finisce chiarisco, la affronto e poi me ne vado. Il coraggio non mi manca.
Una paura?
Sono terrorizzata dal potere. L’ho respirato in vari momenti della mia vita ma non mi sono mai messa in situazioni imbarazzanti. Ho perso molte occasioni ma non me ne pento affatto perché mi sono salvata. Il potere è un serial killer. E io di fronte a lui divento uno scricciolo e fuggo.
Il Che però non scappa.
È stato ucciso dal potere.
Un’ultima curiosità: siamo nel 2012. Se i Maya avessero ragione sulla fine del mondo, esprima l’ultimo desiderio prima del 21 dicembre.
Mi piacerebbe la regia di un film: risolverebbe la contraddizione tra visibilità e comando. Sciogliendo il tormentone di «statemi vicino ma non con gli occhi addosso». Che sollievo!
E adesso musica
I Wind Music Awards tornano all’Arena di Verona per celebrare la grande musica Italiana e approdano su RaiUno dopo cinque edizioni su Italia 1. L’evento musicale andrà in onda martedì 26 giugno. La sesta edizione della manifestazione sarà condotta da Carlo Conti e Vanessa Incontrada, volto storico della manifestazione musicale. Ritireranno il riconoscimento gli artisti che hanno pubblicato e venduto oltre 120mila copie (multiplatino) o 60mila (platino). Come da tradizione, sul palco a consegnare i premi si alterneranno personaggi del mondo dello spettacolo, della televisione e del cinema.
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