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Vanessa Incontrada: ma perché le donne devono lavorare con i tempi degli uomini?

Mercoledì, 27 gennaio 2010 13:41

È emotiva, sensibile e per niente ambiziosa. Eppure il suo compagno le dice: “Vane, a volte, il maschio sembri tu”. Possibile? Sì, perché “noi femmine facciamo doppia fatica, doppi sacrifici, doppio tutto: siamo costrette a tirare fuori gli attributi”. Ovunque. Anche sul palco di Zelig
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di Federica Furino - foto Max&Douglas
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Se Vanessa Incontrada fosse un giocattolo, sarebbe il cubo di Rubik. È la prima cosa che mi viene in mente quando, in un momento imprecisato della conversazione, dice: «Provi lei a descrivermi». Il cubo magico: cioè quell’incastro perfetto di combinazioni e colori, ordine e caos, che è un enigma indecifrabile ma solo se ti manca la combinazione. Al posto dei colori, lei ci mette le emozioni e i modi di essere: uno per lato. Simpatia e rabbia, precisione e pigrizia, fragilità e coraggio. E poi molte risate e alcune lacrime. Tutte facce sue, tutti elementi della storia che l’ha portata dalle passerelle di moda catalane alla tivù, su su, fino al palco di Zelig. Lo stesso su cui è tornata, ora, per la sesta volta, sempre in coppia con Claudio Bisio. Parla seduta al tavolino di un bar, davanti a una tazza di thé caldo, e accompagna i pensieri con i movimenti delle mani affusolate. «Finché ci sarà Zelig ci saranno Vanessa e Claudio».
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E se uno dei due non può?
L’altro aspetta. Ce l’hanno chiesto di recente e, senza saperlo, abbiamo risposto la stessa cosa.
Quando me l’hanno raccontato, mi sono emozionata.
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Addirittura?
Non potrei vivere senza Claudio. Lo dico sempre: è il mio secondo marito. Al cinema ci separiamo, gli altri programmi li faccio da sola. Ma Zelig no: se lo vedessi con un’altra morirei di gelosia.
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Nessuna esclusa?
L’unica donna di cui non sono gelosa è sua moglie.
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Scusi Vanessa, ma che cos’ha di così speciale Bisio?
È un po’ come quando ti innamori di una persona, non riesci a dimenticarla e non capisci il perché. Il cuore è l’unica cosa che non puoi controllare, mica puoi spegnerlo o accenderlo quando ti pare. Con Claudio è una questione di feeling.
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Dopo Zelig vi dite addio?
Sì. Anche se c’è chi ha scritto che stiamo girando un film insieme.
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Non le piacerebbe?
Molto. Di copioni ce ne hanno anche offerti. Ma siamo una coppia di fatto, dobbiamo trovare una storia credibile. Per dire, mi ci vedrebbe a letto con lui?
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Non proprio. Magari lui sì, però.
Certo, perché è tremendo! A volte gli dico: «Claudio, ma chi ci crede?». E lui: «Io!». E io: «Sì, ma a casa?». Dovessi girare una scena di sesso con lui, morirei di vergogna. Lavoriamo insieme da sette anni: come potrei fare la romantica?
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Quanto è difficile far ridere?
È la cosa più difficile al mondo. Puoi avere le battute migliori, ma se ti manca il carisma, le emozioni non le smuovi.
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Sono importanti, per lei, le emozioni?
Io di emozioni ci vivo. Il che è bellissimo ma anche devastante.
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Perché?
Le emozioni per me sono un viaggio sulle montagne russe. Non reggo l’impatto: quando finisco un film, per esempio, sono un’altra. Le basti sapere che per riprendermi da Quale amore (un dramma della gelosia tratto da Tolstoj, diretto da Maurizio Sciarra nel 2006, ndr) mi ci sono voluti cinque mesi di solitudine.
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È così sensibile?
Ho una doppia natura. Sono emotiva e istintiva, ma anche terribilmente ordinata. Vivo così: rabbia mille, amore mille, tutto mille. Poi a casa ogni cosa deve essere in ordine. Voglio il controllo su tutto.
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Suona un po’ maniacale.
È bisogno di sicurezza. Lo rifletto nella casa. Non nel vestire e neppure su di me: mi hanno appena sgridata, perché ho su il trucco da ieri.
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È sempre così?
Nella vita privata sì. Non me me importa niente, sono quella che per cinque giorni non si lava i capelli. Mi chiedo come faccio a essere tanto disordinata su certe cose e poi così precisa nel lavoro e nell’organizzare la mia vita. È come se avessi mille personalità dentro di me.
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È felice?
In questo momento sì. Anche se penso che la felicità in sé non esista. Esistono attimi della vita a cui diamo questo nome e io ne sto vivendo uno: un periodo di grande serenità, grande equilibrio, sintonia con tutto e con me stessa. Non so tra un mese, ma oggi va così.
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Mette le mani avanti?
L’ho detto: sono sempre sulle montagne russe.
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Quand’è che va giù?
Ho avuto momenti difficili a livello sentimentale, familiare ed economico, anche se la gente non se ne rende conto. Tutti pensano che facendo questo lavoro tu abbia solo privilegi.
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Non è così?
Puoi avere tanti lussi, tante gentilezze. Ma non sai mai se una persona ti parla perché sei Vanessa o perché sei Vanessa Incontrada. Hai sempre il dubbio: un uomo ti si avvicina perché sei Vanessa o perché sei Vanessa Incontrada? Ti offrono un caffè al bar perché sei simpatica o perché sei Vanessa Incontrada?
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Gli effetti collaterali della celebrità le pesano tanto?
Abbastanza. Quando ho visto la mia vita spalmata sui giornali in malo modo, ho sofferto. Me l’hanno fatto in gravidanza, un momento già di per sé delicato.
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La criticarono perché era ingrassata.
Ero all’ultimo mese, non avevo neanche partorito e alcuni giornali pubblicarono le mie foto scrivendo: «Guardate la Incontrada». Non sapevano neppure se avevo dei problemi o mangiavo troppo. Potevo anche mangiare otto polli al giorno, ma erano comunque affari miei.
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Come ha reagito?
Ho patito molto. Poi un giorno mi sono detta: «Ma le altre donne come fanno? Mica siamo tutte magre come la Schiffer?», e ho capito che dovevo fare qualcosa. Perché sa qual è il problema?
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Qual è?
Che voi giornalisti andate in tivù a parlare di anoressia, fate i piagnoni, poi siete i primi che se una prende cinque chili la sbattete sui giornali. La società incolpa chi è ingrassato, questo è il punto. Quando l’ho capito, invece di soffrire dentro di me, ho iniziato a parlarne. Ho detto a Bisio: «Giochiamoci su».
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Risultato?

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Vanessa Incontrada: ora che sono fiera di me

Vanessa Incontrada: ora che sono fiera di me

Appartiene a quella categoria di donne che stanno sempre a dieta. Non per vanità: è che, come sgarra, la paga. Per questo ci piace. È vera. E ha il coraggio di mostrare le proprie debolezze. Il dolore per le critiche sul suo peso. La rottura con quelli di Zelig. Acqua passata. La “nuova” Vanessa (in questi giorni al cinema e in tv) è forte. Perché ha fatto pace con molte persone e, soprattutto, con il suo corpo. Anche se certi notti «Apro il frigo e spazzolo tutto!»di Andrea Scarpa - foto Max&DouglasIo non dirò bugie, ma lei scriverà tutto quello che le dico senza fraintendermi? In passato, certi suoi colleghi hanno lavorato un po’ troppo con la fantasia...». Vanessa Incontrada prima di posare per gli ultimi scatti del servizio che avete sotto gli occhi, mi saluta così. Siamo in uno studio fotografico di Roma, il giorno dopo il debutto di Benvenuti a tavola 2, la serie di Canale 5 con Giorgio Tirabassi e Fabrizio Bentivoglio che l’ha riportata in tv. Nella capitale per girare con Raoul Bova il film Angeli, in onda a fine ottobre sempre su Canale 5, l’attrice italo-spagnola torna al cinema il 9 maggio con Mi rifaccio vivo, nuovo lavoro di Sergio Rubini in cui recita con Neri Marcoré, Lillo Petrolo, Margherita Buy.Il film di Rubini affronta il tema del rancore: lo conosce bene?  No. Quando subisco un torto posso anche arrabbiarmi tantissimo, ma poi lascio correre, perché sono sicura che, prima o poi, il male tornerà al mittente.Dopo aver polemizzato nel 2008 con chi faceva gossip sulla sua linea non proprio perfetta, nel 2011 attaccò il gruppo di lavoro di Zelig per l’indifferenza alle sue esigenze di mamma.Quel disagio fu causato più dalla stupidità che dalla cattiveria. Non capirono lo stato d’animo di una mamma che voleva stare più tempo con suo figlio, ma forse anch’io non feci abbastanza per comunicarlo.Se dovesse incontrare per strada Gino a Michele, i fondatori di Zelig, come si comporterebbe?Li saluterei. E sono convinta che a tutti e tre scapperebbe una lacrima. Sono cresciuta con loro, mi hanno dato tanto, non potrei mai non volergli bene.Però non vi siete più visti, né sentiti.Ho sentito Claudio Bisio, loro no.Si è pentita di quegli sfoghi?Perché avrei dovuto? Volevo solo far conoscere i motivi del mio malessere.In qualche modo, li ha pagati?Ho semplicemente deciso di fare altro.A settembre scade il suo contratto con Mediaset: sarà rinnovato?No, ma continuo ad avere un ottimo rapporto con l’azienda, che mi ha sempre protetta e rispettata, anche quando ho rifiutato i progetti che mi offriva.Un altro varietà in tv lo farebbe?Sì, ma finora non è arrivata l’offerta giusta.L’ha più visto Zelig?No. Per me sarebbe stato come vedere un ex amore con un’altra donna, non sono ancora pronta.Da tre anni è testimonial di una casa di moda per donne dalle taglie normali: quando vede modelle come Kate Moss che cosa le viene in mente?Che sono gran fiche! Le ammiro. Noi donne siamo così: chi ha le tette grosse, le vorrebbe piccole; chi ha i capelli ricci, come me, li vorrebbe lisci... Kate Moss, poi, mi piace tanto.È una di quelle donne sempre a dieta?Sì. Ho quasi fatto pace con il mio corpo, quindi sto molto attenta al peso, più che in passato. Recentemente ho fatto la Dukan, però adesso mi trovo meglio con un dietologo che mi dice quello che devo fare. Purtroppo, quando sono stressata, scarico la tensione mangiando.Si sveglia di notte per svuotare il frigo?Io? Sì, porca miseria... Quando mi viene voglia, spazzolo tutto. Mi piace mangiare. Sesso e cibo, e un bicchiere di champagne, sono le cose più buone della vita. Però non bisogna esagerare.La prima abbuffata che le viene in mente?Quest’estate, alle quattro del mattino, dopo una serata in un locale di Follonica con due amiche siamo andate in un forno e abbiamo divorato due teglie gigantesche di pizza. Il giorno dopo mi sono messa in castigo: niente costume, niente mare.Sa anche cucinare?Ho iniziato da quando sono mamma: me la cavo solo con brodo, bollito e frittate.Crisi: che cosa vuol dire per lei?*PAG*Crisi: che cosa vuol dire per lei?Cambiamento. Le mie entrate si sono quasi tutte dimezzate. Ho chiuso il ristorante che avevo aperto due anni fa a Barcellona perché non rendeva quanto avrebbe dovuto. A Follonica invece, dove vivo con la mia famiglia, ho un negozio di abbigliamento: è piccolo, però mi dà grandi soddisfazioni.Se votasse in Italia, chi avrebbe scelto?Il Partito democratico.Tornando alla crisi, nell’ultimo anno chi le ha chiesto più soldi in prestito: parenti o amici?I parenti (ride, ndr).Lei ha conti in sospeso?No. Non ho debiti, pago le tasse e dico  quello che penso, anche nelle situazioni più spinose.L’ha fatto anche con l’ex moglie del suo attuale compagno, sua amica e sorella del suo fidanzato dell’epoca, entrambi lasciati sei anni fa?Sì. Ho chiarito ogni cosa. Adesso è tutto più tranquillo.Il suo compagno, Rossano Laurini, ha una figlia adolescente nata dal precedente matrimonio: difficile destreggiarsi in una famiglia allargata?Se ognuno rispetta il proprio ruolo, no. E noi ci stiamo molto attenti.Rossano è proprietario di una nota discoteca di Follonica: è vero che guadagna più di lui?Sì. Più o meno il doppio.Va mai a ballare da lui?Sì. Adoro ballare.Ci va anche per marcare il territorio?Non sono il tipo.È vero che quando si arrabbia sono dolori?Qualche sberla ogni tanto l’ho data, lo ammetto. E, come un maschiaccio, anche qualche spinta.È più coraggiosa o incosciente?Da giovane incosciente, oggi coraggiosa. Se credo in quello che faccio, pur di andare avanti divento un caterpillar. E ho conquistato tutto da sola.Qual è stata la conquista più importante dell’ultimo anno?Riuscire a scrivere una lettera ai miei genitori, mettendoci tutto quello che avevo dentro da tempo, nel bene e nel male. Da allora il nostro rapporto è cambiato completamente (si commuove, ci fermiamo per un po’, ndr), siamo più uniti che mai.Prima dei quarant’anni che cosa vorrebbe assolutamente fare?Vendere tutto. Prima della crisi tenevo molto alle mie quattro case: mi facevano sentire sicura. Adesso basta. Voglio una casa dove vivere, un gruzzoletto per garantire gli studi a mio figlio, e basta. Il resto dovrà farselo da solo, è più sano così.Qual è la paura più frequente che ha?Non saprei. Mi capita di pensare alla morte, ma non mi spaventa. Non vorrei mai essere immortale.Come vorrebbe essere allora?Vorrei fregarmene del giudizio degli altri, fidarmi del prossimo, non essere così diffidente. Purtroppo lo sono diventata negli ultimi anni, e non mi piace. La mia natura è un’altra. Però ci sto lavorando.Va in analisi?Sì. Non mi vergogno a dirlo. Non mi godevo più niente. Controllavo tutto.Dopo il film con Raoul Bova, che cosa farà?Il 3 giugno presento su RaiUno, in diretta dal Centrale del Foro Italico di Roma, il Wind Music Awards. A settembre giro la commedia Ti sposo ma non troppo, opera prima di Gabriele Pignotta. Poi, sto scrivendo un romanzo su una fotografa che ha un figlio appena nato, che forse riuscirò a pubblicare quest’anno. E con Gioele Dix sto lavorando a uno spettacolo comico sulla vita di una donna dalla nascita alla vecchiaia. Lui farà anche la regia.E lei, dove vuole arrivare?Da nessuna parte. Voglio continuare ad andare avanti così.3 COSE SU DI LEIModella. Ha iniziato la sua carriera come indossatrice a 17 anni, dopo aver vinto in Spagna il concorso The look of the year. Il debutto in tv. Dal 1998 per due anni ha condotto il programma musicale Super, su Italia 1.Reali. A proposito della popolarità in caduta libera di re Juan Carlos, le abbiamo chiesto se la monarchia in Spagna ha fatto il suo tempo: «Sì. Il re fu decisivo nel 1981, durante il tentato colpo di Stato, ma con questa crisi la monarchia sembra non avere più senso. Forse se il figlio Felipe diventasse re subito...»...