Sorelle musulmane
Venerdì, 24 ottobre 2008 10:52
I mariti le ascoltano. Il Potere le esibisce. Le ragazze ne imitano lo stile. L’Occidente le corteggia. Sono belle, colte, impegnate nel sociale e potenti. Sì, ma di quale potere parliamo?
.
di Giovanna Rossetto
.
Lui guida il Qatar. Cosa che non impedisce a lei di comparire nella lista delle cento donne più influenti del pianeta. Lei è la bellissima Mozah, moglie parlante e parecchio viaggiante dello sceicco Hamad Khalifa Al Thanis. Ha idee chiare su come contrastare la disoccupazione e un pensiero forte sull’uso del colore nell’abbigliamento. Da Mozah le modaiole ragazze mediorientali hanno imparato a giocare col velo: abbinato alle scarpe, drappeggiato con destrezza, trasformato in turbante per uscire con le amiche il venerdì sera, colorato di blu o di verde, non più simbolo di esclusione ma - forse - di un’emancipazione (e di un modello estetico) possibile al di fuori dai luoghi comuni occidentali.
.
Oppure: lei è una sceicca, porta il hijab abbinato a grandi occhiali da sole, è Ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti. Lei è Lubna al Qasimi. Imparentata con la famiglia reale, certo, perché di quote rosa nei paesi del Golfo ancora non si parla, non nei termini che fecero piangere la Prestigiacomo, ma non è neppure una mosca bianca: ad eccezione dell’Arabia Saudita, oggi tutti i Paesi musulmani hanno almeno una donna ministro; e vale il sospetto dell’operazione vetrina, naturalmente, ma non più di quanto valga in Europa, dove i premier fanno a gara a chi si circonda delle collaboratrici più carine.
.
Oppure: loro sono mogli, belle e poliglotte, educate nei migliori collegi, impegnate nel sociale con idee proprie capaci di condizionare le scelte dei mariti. Sono le Michelle Obama arabe e mediorentali, in fondo il ruolo resta quello a est come a ovest. Asma al-Assad, l’emergente first lady siriana, capace di far dimenticare con uno smagliante sorriso la non limpida fama internazionale del marito.
.
La meravigliosa Rania di Giordania, magari più amata all’estero che nel suo paese dove gli uomini continuano a venerare la fotografia della regina Noor, ma preziosa ispiratrice del processo di modernizzazione oltre che modello indiscusso per le ragazze di Amman che ne imitano trucco e pettinatura.
.
Dietro di loro, in ordine d’apparizione, ecco dal Maghreb Lalla Salma, moglie di Mohammed VI, una cascata di capelli ramati orgogliosamente esibiti, prima consorte di un sovrano marocchino a essere pubblicamente riconosciuta con un titolo regale, ingegnere di servizi informatici prima del licenziamento scopo matrimonio, ora madre di due bambini e immancabile paladina dei diritti femminili e delle politiche a sostegno dell’infanzia.
.
E, in Egitto, l’ancora enigmatica Khadija, moglie di Gamal, il figlio di Osni Mubarak, scapolo fino a 42 anni, poi precipitato (o spinto) tra le braccia di questa conturbante laureata all’università americana del Cairo, calciatrice dai lunghi capelli chiari, perfetto spot internazionale per un paese che al suo interno fa i conti con l’ondata di fondamentalismo.
.
Mogli, ma finalmente visibili, affrancate per ragioni di progresso o di convenienza dall’imperativo categorico del basso profilo (a differenza dell’ingegnere meccanico Zahara, moglie dell’iraniano Ahmadinejad, e della ginecologa Zinat, a fianco dell’afghano Karzai, valide ma invisibili signore). Mogli, ma non solo.
.
Alla ribalta delle cronache per aver organizzato l’omaggio a Pavarotti a Petra, ecco una sorella, la principessa Haya, figlia del re Hussein di Giordania e consorte dello sceicco Rashid Al Maktoum degli Emirati Arabi Uniti. La passione per i cappellini fa di lei una principessa anche di Ascot.
.
Haya ha un suo sito web ed è stata cavallerizza olimpica. Di lei, e delle altre, sentiremo parlare negli anni a venire. Anche se ancora non è chiaro se dietro la strategia della bellezza ci siano davvero più democrazia e opportunità per le donne. Come, del resto, non è chiaro da noi.
commenta | tags: Lubna Al Quasimi, Haya Bint Al-Hussein, Mozan Al Thanis, Rania Di Giordania, Lalla Salma, Khadija El Gamal, Asma al-Assad, donne arabe, politica | permalink