Li Bingbing: il dovere di essere numeri primi
Lavorare e studiare per entrare nella prestigiosa scuola di recitazione di Shanghai (un posto su 2.000). Dormendo tre ore per notte per «rendere orgogliosi mamma e papà». Così comincia la carriera di una delle più pagate attrici cinesi. Che, sbarcata a Hollywood, non si siede sugli allori:«Di qui in poi, è tutto in salita»di Paola MaraoneLa voce si srotola idealmente lungo il filo, dall’Italia fino all’altro capo del mondo. A Milano sono le 10, a Shanghai la giornata è quasi finita, lei ha un’ora di tempo prima di prendere uno dei tanti treni su cui è abituata a salire. Mi chiede scusa per il suo inglese non perfetto: preferisce aggrapparsi al paracadute di un traduttore, a cui snocciola risposte decise in un cinese misterioso e melodioso assieme. Lui, nel tradurre, ride molto e l’intervista diventa presto una conversazione a tre: io, l’attrice di fama internazionale e il misterioso interprete. «Bingbing ha un ottimo carattere», mi assicura lui. «Per questo in Cina ha sempre lavorato senza problemi, e adesso ha sfondato persino a Hollywood». Hollywood per gli attori cinesi, mi spiegano concordi lui e lei, «è terra mitologica. Gli orari sul set sono precisi: se ti dicono che farai otto ore, otto ore saranno. Tutto viene messo sotto contratto: quello che mangerai, quando, in che modo ti verranno pettinati i capelli. Ci sono tutele sindacali che, nel nostro Paese, neanche ci sogniamo».L’industria cinematografica, a Hollywood, è un settore maturo, mentre in Cina...Certo: il nostro è un mercato emergente. In Cina la cosa importante è finire la scena, negli Stati Uniti non sforare rispetto ai tempi prefissati. Ma io non sono mai stata il tipo che si ferma a guardare l’orologio.È vero che non pensava di fare l’attrice?Assolutamente no: insegnavo musica in una scuola elementare di Shanghai. Il mio obiettivo era mandare soldi ai miei genitori: sono cresciuta, assieme a mia sorella, in una regione molto povera della Cina nordorientale. Poi, c’è stato l’incontro col destino.In che senso?Ho rivisto casualmente un ragazzo che veniva dalla mia stessa città. Ci siamo messi a parlare e mi ha detto: «Devi continuare a studiare, distinguerti, uscire dal gruppo». Le stesse identiche parole che i miei genitori avevano ripetuto per anni a me e mia sorella.Che ha fatto, allora?Ho cominciato a prepararmi per l’ammissione allo Shanghai Drama institute. Di giorno insegnavo, di notte studiavo. Dormivo due, massimo tre ore. L’ultima cosa che pensavo prima di crollare stremata a letto era: «Come può un figlio rendere orgogliosi i suoi genitori?»Qual è la risposta?Beh, primeggiando. Dimostrando che sei più bravo degli altri. Nel nostro caso, la competizione era terribile: un posto disponibile per 2.000 richieste d’ammissione. E io ho vinto.Da quel momento in poi, sarà stato tutto in discesa.No, è stato solo il primo passo di una lunga gavetta. Per anni, durante gli studi, ho girato decine di spot pubblicitari, senza interruzione: mia madre era molto malata, doveva essere operata al cuore, ma in Cina la sanità è costosa, e non è per tutti. Almeno 250 milioni di miei connazionali non possono accedere alle cure mediche di base.Insomma: una brava attrice e una figlia modello...I miei genitori mi ripetevano sempre: «Vivi in modo da non avere rimorsi, né rimpianti». Ho cercato di ascoltarli e il bilancio è positivo. Sono orgogliosa di tutto quel che ho imparato in questi anni e di cui, senza il cinema, non avrei nemmeno immaginato l’esistenza.Ha girato molti film d’azione. Ora è una brava cavallerizza, sa sparare...In effetti per girare Resident evil: retribution, il mio film più recente, sono dovuta andare in Canada, settimane prima dell’inizio delle riprese, a imparare come si tiene in mano una pistola vera. Il problema è il rinculo: non lo puoi controllare, devi solo lasciare che l’arma si sollevi, accompagnarla e riabbassarla rapidamente per il tiro successivo. Non è facile, sa?Immagino. Cosa ama di più della vita sul set?*PAG*Immagino. Cosa ama di più della vita sul set?Il fatto che siamo tutti una grande squadra, come una famiglia. Questo è vero in Cina, dove i rapporti di lavoro si basano soprattutto sulle buone relazioni personali, ma è così anche nelle grandi produzioni internazionali.Quale sarà il suo prossimo film?Siamo stati contattati da diverse agenzie americane, ora stiamo valutando il copione più adatto. A questo punto della mia carriera per me è importante non commettere errori.Cosa dicono di lei i colleghi?Che sono un tipo materno. Mi chiamano “big sister” perché ripeto a tutti le stesse domande un po’ ansiose, tipo: «Ti sei ricordato lo spazzolino da denti?». Poi mi dicono che, almeno per gli standard cinesi, sono una chiacchierona.Non ama parlare della sua vita privata, però. Almeno una domanda sull’amore posso fargliela?(Ride) Cosa vuole sapere da me sull’amore? L’unica cosa che posso dirle è che senza amore non si vive. E che una donna, in ogni caso, non dovrebbe mai rinunciare alla sua indipendenza.Detto da una cinese, suona doppiamente importante...Sì, abbiamo un lungo percorso davanti per arrivare alla parità dei sessi. Questo è uno dei motivi per cui ho accettato con gioia di collaborare con la maison Gucci: la “loro” donna affronta la vita con uno stile impeccabile, ma senza lasciarsi intimorire da niente e nessuno. Senza contare che, assieme, abbiamo realizzato l’edizione speciale dell’orologio Bamboo, in materiali sostenibili come il bambù e l’avorio vegetale.Lei è nota per la sua dedizione alle cause ambientaliste. Anche in questo va controcorrente, rispetto alla Cina.Essendo un personaggio pubblico mi sento particolarmente responsabile. E così ho fondato L.O.V.E., organizzazione benefica per promuovere una maggiore sensibilità verso il pianeta. Però, più che lanciarmi in grandi discorsi, amo fare le cose. Come dice Confucio: parla poco, agisci molto.È considerata una delle dieci donne più affascinanti della Cina. Quanto conta la bellezza nella sua vita?Ho 40 anni, non 25. Nel tempo ho avuto modo, credo, di elaborare un rapporto sano con il mio aspetto fisico. Per esempio so che, se sorrido, acquisto di colpo dieci punti, se vado in giro ingrugnita sono la prima a sentirmi brutta. Amo la moda, vestirmi con eleganza, avere un aspetto impeccabile nelle occasioni pubbliche. Ma quando non lavoro mi vesto come capita, e non metto neanche un filo di trucco. nTRE COSE SU DI LEIDebutto. Li Bingbing ha esordito come attrice nel film cinese Diciassette anni, nel 1999.Esperimenti. Nel 2011 ha recitato al fianco di Jackie Chan in 1911, un film per celebrare il centenario della rivoluzione dello Xinhai, di cui è stata anche coproduttrice.Impegno. Molto attiva socialmente, è ambasciatrice dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), del Wwf, e assieme a Gucci ha fondato L.O.V.E., marchio di beneficenza per promuovere la protezione ambientale e «uno stile di vita sano e positivo».LA CLASSE NON E'ACQUAPiù che una collaborazione in senso stretto, quella tra Gucci e Li Bingbing è una condivisione di vedute in cui eleganza e impegno per l’ambiente vanno a braccetto. Non a caso, l’attrice appare per la terza volta nella campagna Gucci dedicata agli accessori iconici della maison. Fra i quali spicca l’orologio Interlocking, indossato da Bingbing nella foto qui sotto, ultimo modello entrato nella gamma di Gucci Timepieces. Per tenersi aggiornati sulle prossime novità (Baselworld, la fiera di orologi e gioielli, è alle porte), basta un click. www.gucci.c...