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Se Rachida torna a casa

Se Rachida torna a casa

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Giovedì, 30 ottobre 2008 17:33

Care lettrici, cari lettori, “una carriera bruciata”, titolano i giornali francesi recitando a ciglio asciutto il de profundis anticipato per l’odiata ministra della giustizia Rachida Dati, colpevole di non aver saputo spegnere i fuochi dei tribunali in rivolta. Rachida Dati è stata un simbolo della diversità: bruna e sottile, elegante e arrivista. Molto magrebina e molto incinta, senza marito-fidanzato al seguito. Finisce qui la seconda puntata di una storia edificante. Immigrata di famiglia povera e numerosa, studia, si sacrifica, e retta da feroce determinazione scala il potere grazie a un uomo potente: Sarkozy, di cui diventa la pupilla.

. E il termine chiave in questa storia è proprio “pupilla”. È l’essere legittimata da un uomo, essere la sua ombra che getta un fascio di ombre, sui gesti veloce della ministra in tacchi a spillo. I troppi viaggi all’estero al fianco di lui, le rivalità presunte con Carla Bruni, addirittura l’immaginazione popolare che si compiace nell’origliare frasi sibilate sulla soglia della stanza presidenziale: “Qui ora ci dormo io”: le avrebbe pronunciate la nuova first lady all’indirizzo della favorita scaricata e non sapremo mai, nel gioco delle ombre, se siano state davvero dette. Quel che sappiamo, da donne, è che non poteva che finire così: con Dati scaricata pure sul piano politico. E la sua stessa gravidanza per la prima volta a memoria d’uomo, sarà usata come scusa per un’uscita morbida nel 2009. Sarebbe bello che lo facesse per scelta: sto a casa perché voglio stare con mio figlio.

. Invece sarà: deve stare con suo figlio, dunque che stia a casa.

. Raffaela Carretta

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