Oscar: perché dovrebbero vincere, perché potrebbero perdere
Mercoledì, 3 marzo 2010 12:44
di Guia Soncini - foto Robert Maxwell
.
Sono quelli che domenica risponderanno sorridenti a tutte le domande «Chi ti veste? Cos’hai mangiato a colazione? Di chi sono i gioielli?» che vengono formulate sul più importante tappeto rosso dell’anno, quello che porta alla cerimonia degli Oscar. E un paio di loro, forse, sono anche quelli che saliranno sul palco e singhiozzeranno più o meno scompostamente e fingeranno di improvvisare discorsi in realtà accuratamente preparati oppure tireranno fuori foglietti spiegazzati con interminabili elenchi di nomi, manicure compresa, salvo poi accorgersi di aver dimenticato di ringraziare la moglie (ogni allusione a Sean Penn è fortemente voluta). Sono sei dei venti candidati come miglior attore e migliore attrice: domenica notte vedrete la loro miglior prova di recitazione, il sorriso fintamente entusiasta con cui accoglieranno la vittoria di chiunque altro.
.
Sandra Bullock
Candidata come migliore attrice protagonista per The Blind Side.
.
Cosa ci fa nella cinquina Quando diceva che nelle vite degli americani non esiste il secondo atto, Francis Scott Fitzgerald sottovalutava la tigna di un’ex protagonista di commedie romantiche che sembrava non avere più una carriera. Se quindici anni fa vi avessero detto che quella di Speed sarebbe stata considerata un’attrice da Oscar, avreste riso fortissimo. Se cinque anni fa vi avessero detto che a quella di Miss Fbi sarebbe presto stata concessa una qualche credibilità, avreste riso ancora più forte. E io con voi.
.
Tasso di probabilità di vittoria Altissimo, le rinascite vengono sempre bene sui palchi delle premiazioni, l’effetto «Ma guarda, chi l’avrebbe mai detto» è altamente telegenico.
.
Cosa aspettarsi dai ringraziamenti Di tutto: ai premi della critica ha baciato in bocca Meryl Streep, per dire (ed era un ex aequo: immaginate l’entusiasmo per una vittoria in esclusiva).
.
.
Woody Harrelson
Candidato come miglior attore non protagonista per The Messenger.
.
Cosa ci fa nella cinquina È un film su un reduce dall’Iraq, su, lo sapete anche voi che l’impegno civile a Hollywood si porta molto, e i film di spari prendon sempre più premi dei film di baci. E Woody ha una di quelle facce strane che da una parte ti condannano a fare raramente il protagonista, dall’altra ti fanno sembrare interessante anche se non lo sei affatto. In fondo, Harrelson fa una versione di guerra del ruolo di George Clooney in Tra le nuvole: Georgino è gelido nel comunicare licenziamenti a poveri impiegati, Woody lo è altrettanto nel notificare caduti in guerra alle famiglie. Georgino, però, la candidatura se l’è presa come protagonista. I soliti vantaggi dei belli.
.
Tasso di probabilità di vittoria Bassino: dicono tutti che come non protagonista vincerà Christoph Waltz per Bastardi senza gloria, che è sempre un film di spari ma soprattutto è un film di Tarantino.
.
Cosa aspettarsi dai ringraziamenti Avere una faccia così asimmetrica farà sembrare naturale qualunque smorfia di Harrelson mentre guarda salire un altro a ritirare il premio.
.
.
Gabourey Sidibe
Candidata come miglior protagonista per Precious.
.
Cosa ci fa nella cinquina È una domanda retorica, vero? Voglio dire, una nera obesa protagonista di un film di maltrattamenti e redenzione sta all’ideale hollywoodiano come una sachertorte a zero calorie sta al nostro. È quasi meglio della bellona che si imbruttisce apposta per sembrare un’attrice intensa (ovvero, il modo in cui sono stati in passato assegnati Oscar a Charlize Theron e persino a Halle Berry). Gabourey è il sogno americano, una con il fisico del ruolo per fare la cassiera da Starbucks che ora dichiara che vorrebbe Justin Timberlake come accompagnatore agli Oscar, e sembra quasi un desiderio esaudibile (quasi: agli Oscar ci va con la mamma, Justin non si è fatto trovare).
.
Tasso di probabilità di vittoria Medio. È la più seria concorrente di Sandra Bullock. Certo, nella cinquina delle protagoniste c’è anche Meryl Streep, che è sempre Meryl Streep, sebbene in Julie e Julia sembri Totò.
.
Cosa aspettarsi dai ringraziamenti La sua reazione alla candidatura ai Globe era una citazione quasi letterale (e probabilmente involontaria) di un verso degli Smiths, «Queste cose le guardavo capitare agli altri, e ora capitano a me». Potrebbe tranquillamente rigiocarsela prendendo l’Oscar, funzionerebbe.
.
.
Morgan Freeman
Candidato come miglior protagonista per Invictus - L’invincibile.
.
Cosa ci fa nella cinquina Me lo chiedo anch’io. In quella dei non protagonisti c’è anche Matt Damon, il capitano della squadra di rugby cui il Nelson Mandela interpretato da Morgan Freeman affida il prestigio e l’unità nazionale del nuovo Sudafrica. Due ore e un quarto che stanno a metà tra i poster di Benetton e gli spot dei Ringo Boys, con Morgan Freeman che passa la metà del tempo a ringraziare cerimoniosamente varie figure di colf che gli servono varie colazioni, e l’altra metà a dire alla segretaria che gli ricorda che forse dovrebbe governare che lei non capisce, il rugby è importante.
.
Tasso di probabilità di vittoria Per fortuna, la gara pare essere tra Jeff Bridges e George Clooney. D’accordo: un film di Clint Eastwood su Nelson Mandela non poteva non essere candidato, ma una qualunque vittoria sarebbe davvero un’esagerazione.
.
Cosa aspettarsi dai ringraziamenti Già all’annuncio della candidatura, come in ogni intervista promozionale, Freeman ha ringraziato Mandela per l’appoggio, la vicinanza, l’amicizia. Ci sarebbe da ringraziarlo anche per la pazienza dimostrata nel sopportare che lo si ritraesse come uno cui non si affiderebbe neppure la leadership del proprio condominio.
.
.
Carey Mulligan
Candidata come migliore protagonista per An Education.
.
Cosa ci fa nella cinquina Fa numero. Una giovane e carina ci vuole, ancor meglio se una giovane e carina che tutti paragonano a Audrey Hepburn per la grazia con cui ritrae situazioni scabrose (la protagonista di An Education è una sedicenne che negli anni Sessanta viene sedotta da un trentacinquenne con una doppia vita, e Audrey Hepburn era quella che, in Colazione da Tiffany, faceva sembrare un’eroina romantica quella che era una prostituta d’alto bordo).
.
Tasso di probabilità di vittoria Praticamente nullo. Oddio, tutto può succedere: a un certo punto, vinse un Oscar persino Marisa Tomei (ma, nonostante le smentite, non abbiamo mai smesso di credere fosse un errore di lettura del cartoncino dovuto a un bicchiere di champagne di troppo).
.
Cosa aspettarsi dai ringraziamenti C’è da aspettarsi moltissimo dal red carpet: ad Anna Wintour che le suggeriva un abito corto, la signorina Mulligan ha già mandato a dire che non ci pensa neanche, è la sua serata da fiaba e vuole un vero vestito da principessa. Perdipiù, sul set del seguito di Wall Street (in uscita in primavera) si è fidanzata con Shia LaBeouf: saranno la coppia più interessante della serata – sempre che Brad e Angelina restino a casa.
.
.
Jeff Bridges
Candidato come miglior protagonista per Crazy Heart.
.
Cosa ci fa nella cinquina Ci abita, praticamente: questa è la sua quinta candidatura, e finora non ha mai vinto. La prima fu nel 1971 per L’ultimo spettacolo. Per Crazy Heart ha già vinto un Globe (i premi assegnati dalla stampa estera, spesso un’anticipazione delle vittorie agli Oscar), ritirando il quale ha già fatto presente che vincere inficiava seriamente il suo status di attore sottovalutato. Adesso manca solo l’Oscar, poi può ritirarsi. In fondo, dice di non aver mai voluto fare l’attore.
.
Tasso di probabilità di vittoria Altissimo. Solo George Clooney sembra contendergli vagamente un premio che parrebbe già assegnato. E Jeff se lo merita di più: Crazy Heart è un tale cumulo di cliché che uscirne come un attore decente è quasi un miracolo. E recitare un alcolizzato senza risultare stucchevole è difficilissimo. Quasi più difficile che risultare adorabile facendo la parte del tagliatore di teste.
.
Cosa aspettarsi dai ringraziamenti Che dica quanto ama la moglie con cui sta da trentacinque anni, una befana in cui chiunque di noi può immedesimarsi onde sognare un Jeff Bridges che ci sia fedele per la vita nonostante la nostra non somiglianza a nessuna delle sue splendenti coprotagoniste. Non vogliamo che vinca lui: vogliamo vincere noi.
commenta | tags: , | permalink