La vecchiaia di Michelle
Giovedì, 30 luglio 2009 11:09
Care lettrici, cari lettori, come sembra tutto leggiadro, facile, e pure divertente, mentre Michelle Pfeiffer parla a Gioia dei 51 anni appena compiuti (a pagina 35). Soprattutto quando alla tremula domanda da-fine-delle-illusioni “non pensa mai: sto invecchiando adesso mio marito se ne trova un’altra?”, risponde vezzosamente con la parola tabù “ma io sono già vecchia!”. Certo, guardandola ci vuole un minimo di sospensione dell’incredulità sul fatto che abbia davvero 51 anni (la prova copertina è lì per eventuali verifiche) e quasi non ci si tiene dall’adagiarsi subito nel classico misto fritto di scetticismo e invidia mandandola al diavolo. Eppure. . Se andate a pagina 69, c’è un’altra bionda stupefacente, anzi la più stupefacente di tutte, Marilyn Monroe: è in bilico sulla scomoda tavola di uno di quei giochi da giardino per bambini, e sembra lei stessa una bambina mentre invece affonda gli occhi nell’ Ulisse di James Joyce. Ha i capelli color granturco e corti corti, con ciuffi che sfarfalleggiano davanti alla fronte, le sopracciglia appena arcuate nello sforzo di scalare la montagna di un libro così difficile, dove pure è arrivata alla fine. È il 1955 e ha 29 anni. Ne avrà 36 quando morirà. Non sapremo mai come sarebbe stata a 50. E come ne avrebbe parlato, e se ne avrebbe parlato. Apparteneva a un’epoca in cui la bellezza delle cinquantenni, attrici e non attrici, si era già spenta da un pezzo, incapace di inviare altro bagliore che non fosse quello già rubricato nella memoria degli altri: tranne forse che nella loro, costrette a misurarsi di continuo con qualcosa che non avevano più. . Raffaela Carretta
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