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La saldista ignota in pellegrinaggio sulle strade degli outlet

La saldista ignota in pellegrinaggio  sulle strade degli outlet

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Martedì, 12 gennaio 2010 13:55

Evviva, siamo un Paese di saldi principi. Al principio dell’anno, infatti, l’Italia va ai saldi. Accorre in massa, con file pazzesche e pellegrinaggi devoti ai santuari del Saldo, detti Outlet. Questi primi giorni di gennaio la tv ha celebrato con toni tra l’eroico e il sadomaso, la Donna da saldo, l’Assatanata tipo, che si sacrifica per quattro ore in fila e non per entrare nei Musei vaticani o nella Galleria degli Uffizi, ma per accaparrarsi un paio di stivali pagandone uno solo. Finora la Saldista Ignota era un’immagine fuggente che voleva mantenere l’anonimato. Ora l’outlet scatena l’outing, la rivendicazione orgogliosa.
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Monica Scattini, nota nelle fiction ma anche nei film di Scola e Bolognini, confessa di essere una “shopper compulsiva”; ovvero una che va in estasi, in orgasmo, per i saldi. Vanta di avere un occhio allenato per gli affari, anzi educato da generazioni di esperte del saldo. Ha cominciato la vendemmia portandosi a casa un enorme salsiccione di stoffa leopardata per tutelare la casa dagli spifferi, esponendola però al Cattivo Gusto. La sua passione leopardiana dev’essere nota in famiglia, se come la Monica confessa, sua madre le ha regalato ai saldi un paio di stivali di gomma maculati, che evidentemente fanno impazzire il suo fidanzato, noto come Er Patata, l’attore Roberto Brunetti. La Scattini, che in febbraio farà una soap con Bud Spencer, ha come molte donne da saldo la mania delle scarpe: ha affittato un magazzino solo per piazzarci le centinaia di scarpe che ha comprato.
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A dir la verità, sulla shoppingmania c’è già una fiorente letteratura. A parte la Befana, archetipo dei saldi, con la gerla al posto della shopping bag, la principessa del Saldo letterario è Sophie Kinsella che sta sfornando il suo sesto libro della serie I love shopping, dove la protagonista, Rebecca Bloomwood, scontata ai saldi con il diminutivo di Becky, è una fondamentalista del Saldo, un’integralista dello shopping. Consiglio alle interessate di comprare il libro quando uscirà in edizione economica, per rispettare lo Spirito del Saldo.
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Non preoccupatevi, non tirerò fuori il solito arsenale psicoanalitico per smascherare le pulsioni che provocano l’impulso al saldo: eros frustrato e solitudine, mancanza d’affetto e bulimia egocentrica. Se comprare vi fa stare meglio e non vi crea problemi economici o ingombro di case e armadi, fate pure. Il premier, che è il primo istigatore ai consumi per far passare a’ nuttata all’economia, ve ne sarà grato. Ma a volte quei servizi nei tg sulle donne da saldo sembrano documentari zoologici come quelli di Piero Angela: quelle mini-interviste alle Devote del Saldo sembrano suggerire casi clinici, turbe compulsive e tempeste ormonali sublimate nel consumo. Però davanti a quelle file davanti ai negozi, ti vien voglia di rimpiangere le processioni e le dame di san Vincenzo...

di Marcello Veneziani - Editorialista de il Giornale, saggista, sta per pubblicare Amor fati (Mondadori)

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