Il ruggito di mamma tigre
Mercoledì, 26 gennaio 2011 12:11
Care lettrici, cari lettori,
che ne pensate di una madre che costringe la figlia di 7 anni a suonare il piano, dal pranzo alla cena, senza pause neppure per andare in bagno a fare la pipì, e per tutto il tempo necessario, giorni, settimane, mesi, fino a che non sia in grado di padroneggiare perfettamente lo strumento? Conosco la risposta: qualcuno chiami il Telefono Azzurro. Eppure, una madre del genere non solo esiste, si chiama Amy Chua, è di origine cinese, insegna a Yale, ma si propone come modello in un libro: L’inno di battaglia della mamma tigre, ferocemente, appassionatamente, commentato da stampa e blog Usa.
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La mamma tigre ruggisce perché la prole appena nata capisca subito il messaggio: il mondo è un posto duro, dove si eccelle o si muore, dove i genitori ne sanno più dei figli, e la parola desiderio non appare neppure in fondo alla loro lista. C’è invece una lista delle cose vietate a Sophia e Louisa, le flessuose figlie fin qui sopravvissute alla cura: tivù, computer, dormire dalle amichette per un pigiama party (a parte, ovvio, avere anche un mezzo punto in meno del massimo voto scolastico). Tutto questo non per sadismo. La frase chiave è: “I genitori cinesi non pensano alla felicità dei figli, ma solo a prepararli per il futuro”.
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Fino a qualche anno fa avremmo guardato con pietà a mamma tigre. Ma oggi che la globalizzazione ci alita in faccia e la testa rimbomba d’invidia a furia di leggere grafici e tabelle sull’eccellenza degli studenti cinesi, un po’ di dubbio alla mamma coniglio in cui ci riconosciamo, purtroppo viene. Mica avremo sbagliato tutto da queste parti? Certo, quando Sophia e Louisa governeranno il mondo, è possibile che una sera a casa di amici, all’improvviso e senza un perché, si manifesti un’inspiegabile voglia di stendersi per terra, lì in soggiorno, col sacco a pelo. Qualcosa di veloce le attraverserà, come un brivido.
E sarà il fantasma del pigiama party che ritorna in mente.
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Raffaela Carretta - direttoregioia@hachette.it
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