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Facevo dieci colazioni due pranzi e due cene al giorno

Venerdì, 14 novembre 2008 16:26

È stata una campionessa di nuoto, poi qualcosa si è rotto. Oggi Angela Ferracci è un’obesa, la prima che si fa fotografare per combattere il pregiudizio. E non solo quello dei magri.

. di Monica Ceci - foto Marta Sarlo . Farsi fotografare il corpo non è difficile. Il difficile è il viso. Dire: questa sono io, Angela Ferracci, 39 anni, un metro e sessantacinque per 125 chili. Sono le mie foto». Angela, ritratta in queste pagine, è un’obesa grave, un’obesa impudica che ha smesso di camminare rasente i muri sperando di non essere vista. Due anni fa ha fondato il Cido, Comitato italiano per i diritti delle persone affette da obesità e disturbi alimentari, un’associazione di pazienti con molti medici specialisti che fanno consulenza scientifica. . «Da quando ho deciso di combattere mi sento meglio. Conosco i miei diritti e ho imparato a selezionare le persone che frequento. Ci ho messo dieci anni per imparare a dire questa frase: senti, io ho una malattia. Se ti piaccio come persona va bene, se no quella è la porta». Angela ha una bella risata argentina. «Quando si dice il contrappasso. Da piccola davo della cicciona a mezzo mondo. Ero una nuotatrice dell’agonistica, tre ore di allenamento tutti i giorni e domenica le gare. Quando avevo otto anni, però, abbiamo cambiato allenatore. Il nuovo ha introdotto il rito della pesata del lunedì, per bambini e bambine. Chi era ingrassato doveva andare nella piscina dei piccoli e tutti lo prendevano in giro. Noi adoravamo l’allenatore, non ci pensavamo nemmeno a lamentarci con i genitori. Così abbiamo inventato il nostro controrituale segreto: da lunedì sera a giovedì si mangiava il più possibile, di nascosto; dal venerdì alla domenica, con una scusa o l’altra, si digiunava. Di quella squadra, alcuni sono diventati obesi come me, altri bulimici, due ragazze anoressiche. Una, Simona, è morta». . Angela è stata un’atleta di valore e una studentessa modello. A quindici anni ha attraversato lo stretto di Messina a nuoto ma non è riuscita a qualificarsi per nessuna gara di livello internazionale. L’allenatore le ha detto che era meglio smettere, a quell’età se non sei al top la carriera è finita. « Ero 54 chili quando ho interrotto gli allenamenti, praticamente di colpo. Fame però ne avevo come prima e, dopo molti anni, nessuno mi pesava più. Sono andata al più grande GS di Roma a farmi una spesa gigantesca, la prima delle mie spese compulsive - allora costavano anche 500mila lire l’una - di cui mi sono liberata dopo anni di psicoterapia. Facevo dieci colazioni al giorno, due pranzi e due cene, innumerevoli merende, tutto senza farmi vedere perché la vergogna era terribile. A sedici anni stavo già a 69 chili. Così se ne andava anche il sogno di diventare allenatrice sportiva. Ho cominciato a marinare la scuola. Più avanti ho toccato i 160 chili». . Tra una dieta e una crisi depressiva, Angela si è laureata in giurisprudenza

11 commenti | tags: Angela Ferracci, obesità, Comitato per la difesa dei diritti degli obesi, Cido, dieta | permalink

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