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Date a Fiona gli avanzi di matrimonio

Lunedì, 14 luglio 2008 15:15

E lei, come re Mida, li trasformerà in denaro. Perché l’avvocato Shackleton ha solo clienti celebri e ricchi (la prossima della lista sarà Madonna). E tra marito e moglie lei sceglie quello che ha di più. Guidata da una certezza: il divorzio è come un rito barbaro. Attorno alla carcassa dell’unione a due (di Simone Rebuffini, foto Wire/Getty Image/L. Ronchi, Camerapress/Polaris/G. Neri).

Per un’avvocato divorzista, il trionfo assoluto è uscire dal tribunale grondante, con i capelli bagnati. Non per il sudore o per la fatica ma perché la ex moglie del tuo assistito ti ha appena tirato una secchiata d’acqua dopo la sentenza. È il segno che ti sei guadagnato la parcella (milionaria). È la consacrazione definitiva. A Fiona Shacketon è successo nel marzo di quest’anno, all’ultima udienza della burrascosa causa tra Heather Mills e Sir Paul McCartney. Fiona, soprannominata Steel Magnolia ( magnolia d’acciaio, espressione che indica una donna molto forte e allo stesso tempo molto femminile) difendeva l’ex Beatles. Il giudice ha deciso che il cantante baronetto dovrà versare all’ex moglie una trentina di milioni di euro. Heather ha affrontato Fiona, che l’aveva descritta in aula come una «perdente». Le ha urlato « I’m not a loser» e l’ha lavata. Non le bastavano 30 milioni? Una bella cifra, che diamine, ma di molto inferiore a quanto chiedeva la Mills e a quelle che erano le aspettative generali. In Inghilterra e in Galles le cause di divorzio (150 mila all’anno) cominciano (e spesso finiscono) sulla base del fifty-fifty. Metà a lui e metà a lei. Metà di tutto il patrimonio fino all’ultimo centesimo, il centesimo più vecchio, metà pure del malloppo che i rispettivi divorziandi hanno ammassato prima di sposarsi. È per questo che Londra è la capitale mondiale dei divorzi miliardari e Fiona Shackleton è la sua regina. Una regina gentile ma dura (« nella mia professione meglio avere una sbarra d’acciaio al posto della spina dorsale »), con una visione realistica di quanto avviene davanti alla corte: « Un rito barbaro attorno alla carcassa di un matrimonio». Una visione che richiama quella di uno stormo di avvoltoi che saltabeccano e pasteggiano su un cadavere nella savana. Temuta dai colleghi, che non osano parlar male di lei, amata dai clienti quanto odiata dai loro ex, Fiona ha 50 anni e lascia lo studio di Payne Hicks Beach alle 17 e 30. Ha una casa su sei piani nel quartiere di Kensington, due figlie da crescere, le piace cucinare (prima di darsi alla professione legale si è occupata di catering), non disdegna la moda (nel 2000 aprì il suo guardaroba alla stampa esibendo 36 completi, 24 vestiti e 85 foulard). Suo marito è un consulente finanziario, erede di Sir Ernest Shackleton, mitico esploratore del Polo Sud. Anche in Fiona alberga una certa passione fredda. Non è il genere di donna in carriera che deve tirare notte alla scrivania per dimostrare qualcosa. Non è mai stata secchiona: dopo la scuola superiore le sconsigliarono di fare medicina, come avrebbe voluto, perché i professori alla Benenden School nel Kent dissero che « non era abbastanza intelligente». Gli studi alla Exeter University le fruttarono il nomignolo di « loud party girl», una bionda vociante e festaiola senza molto futuro dalla cintola in su. Dopo la laurea stentata in Legge, Fiona decise di specializzarsi in diritto matrimoniale perché, così ammise più tardi, « era il più facile». Ammesso che sia vero, arrivare dove è arrivata non dev’essere stato facile. È impresa da superstar. Anzi popstar. Dopo aver difeso McCartney, Fiona potrebbe presto prendersi in carico « la carcassa» matrimoniale di Madonna. Anche se la 49enne ex Material Girl ha smentito tutto (compreso il flirt con il 32enne campione di baseball newyorkese Alex Rodriguez), i giornali britannici danno per molto probabile la rottura con il marito, il discreto e semi-sconosciuto regista scozzese Guy Ritchie. Al capolinea dopo 8 anni di matrimonio? I rapporti tra i due sono amichevoli, c’è di mezzo il benessere dei figli: Lourdes, 11 anni, Rocco, 7 e David Banda, 3. Questione delicata. Normale cercare di tenere tutto sotto silenzio. Il 15 luglio poi esce il libro verità di Christopher Ciccone. Il fratello che ha rotto con Madonna promette particolari inediti sulla vita di Madge, come la chiamano gli amici. Ma lei ha altro a cui pensare. La tournée, innanzitutto. E il patrimonio: quasi 400 milioni di euro da difendere. Anche il quotidiano di qualità The Independent ha scritto che sarebbe già stata allertata Steel Magnolia. Nel caso di rottura, Ritchie potrebbe chiedere la metà. Fifty fifty. E allora si andrebbe in causa. Fiona ha una certa esperienza di tenzoni milionarie. Prima di Paul McCartney ha curato gli interessi di Claire, la moglie di Thierry Henry: l’estate scorsa ha chiesto 10 milioni di sterline al giocatore francese che, passando dall’Arsenal al Barcellona, ha pensato bene di traslocare anche nel letto dell’attrice spagnola Paz Vega. In questo caso Magnolia d’Acciaio si è schierata con la moglie abbandonata, sulla scia della prima causa che le procurò notorietà, nei primi anni ’80, quando in aula sostenne vittoriosamente che una donna non può sopravvivere con meno di 9 milioni di sterline l’anno (più o meno un milione di euro al mese). Di solito, però, Fiona sta con chi ha più da perdere, il lato più ricco della coppia. E’ stato così per la sua prima questione importante, la separazione tra il principe Andrew (Andy il mandrillo) e la rossa Sarah Ferguson. Allora lavorava (non da molto) alla Farrer & Co, i legali dei Reali. La sua difesa di Andy piacque così tanto che il fratellone Carlo la volle per sè nello scontro delicatissimo con Diana. Sui soldi finì in pareggio, Lady D spuntò 17 milioni di sterline del ’96. Ma, con la regia di Fiona, perse il titolo di Sua Altezza Reale, il punto che stava più a cuore alla Royal Family. Diana non le tirò una caraffa d’acqua in testa, e Steel Magnolia ancora oggi è consigliere legale dei figli, William e Harry. I buoni rapporti con i reali hanno registrato un raffreddamento con l’avventata conduzione del “caso Paul Burrell”, il maggiordomo di Diana accusato di aver rubato oggetti personali della principessa. La causa sfuggì di mano, con un collaboratore di Carlo accusato di violenza sessuale nei confronti di un paggio e la Regina in persona costretta a intervenire scagionando di fatto il maggiordomo. Non si può sempre vincere, prendere secchiate d’acqua dagli avversari. Nella capitale dei divorzi miliardari, Magnolia d’Acciaio sa aspettare. La sua bravura, dicono i colleghi, non sta nella potenza delle armi usate (i colpi bassi e le campagne scandalistiche non rientrano nel suo stile) ma nella scelta dei tempi: Fiona fiuta il momento giusto per colpire o proporre un accordo, magari anche per bluffare. In fondo sa che non si tratta degli scheletrici avanzi di matrimonio dei comuni mortali, ma di «carcasse» ben pasciute. C’è trippa per tutti.

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