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Chelsea: il mio grosso grasso matrimonio Clinton

Mercoledì, 21 luglio 2010 13:51

Il luogo: una dimora fastosa che ricorda Versailles. Gli invitati: 500 (ma la lista continua a lievitare). E poi: consulenti floreali, montagne di biscotti fatti in casa, un esercito di vigilantes in assetto di guerra, treni speciali per trasportare gli ospiti. Dietro le quinte delle nozze più attese, tutto si preannuncia oversize. Compresa la stazza del padre della sposa, che ha dovuto promettere di perdere sette chili prima del sì
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di Ilaria Solari
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L’Air Force One fino a Newburgh, New York, e da lì un volo più breve, a bordo del Marine One, l’elicottero presidenziale che sorvolerà il fiume Hudson e poi giù, fino alla tenuta di Astor Courts a Rhinebeck, a poco più di cento chilometri dalla Grande Mela. Così Barack Obama potrebbe raggiungere le nozze del secolo, come la blogosfera ha temerariamente battezzato il matrimonio tra Chelsea Clinton, 30 anni, figlia di Bill e Hillary, e Marc Mezvinsky, 32, banchiere, figlio di due ex parlamentari democratici. Tra gli addetti ai lavori, l’arrivo del presidente nel villaggio dei week end fuori porta dei newyorchesi-bene, è dato per certo, anche se il portavoce della Casa Bianca insiste: non gli risulta.
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Niente di strano, indiscrezioni e smentite si inseguono da mesi intorno a questo evento di altissimo profilo e delicatezza diplomatica, che promette di essere uno dei più mondani della stagione e di riservare ancora molte sorprese. Come racconta a Gioia Doug Wead, storico, consigliere di Bush senior e junior e autore di un libro sui figli dei presidenti americani: «L’unione tra Chelsea e Marc ha il fascino della tempesta perfetta: uno dei più grandi eventi sociali dei nostri tempi a solo due ore dalla capitale mediatica del mondo. E in uno dei mesi più poveri di notizie». Il presidente Obama è in cima a una lista blindata di 500 invitati, della quale è trapelato qualche nome: la zarina dei talk show Oprah Winfrey, Barbra Streisand, Steven Spielberg e signora; il guru dei media Ted Turner, l’ex primo ministro inglese John Major. Assenti giustificati: Al e Tippi Gore, impegnati in una chiacchierata separazione. E forse, per mettere un po’ di sale sulla faccenda, lo stesso padre dello sposo, Ed Mezvinsky separato dalla moglie Marjorie Margolies-Mezvinsky, e reduce da un soggiorno di cinque anni nelle prigioni federali per una truffa da 10 milioni di dollari.
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Nelle intenzioni della sposa, gli invitati dovevano essere “solo” 400, tutti a lei noti. È da quando alla Casa Bianca la chiamavano “la Garbo”, per l’estremo riserbo, quando non c’era comico che non la svillaneggiasse, che Chelsea mantiene un dignitoso low profile. Anche ora che è un’apprezzata consulente finanziaria, abile promotrice di raccolte di fondi e grande sostenitrice della madre. Una signorina quasi carina, grazie, si vocifera, al robusto intervento del chirurgo estetico. Ma l’organizzazione di un matrimonio è cosa destinata presto o tardi a sfuggire di mano. Se il peggio che può capitare a una neosposa qualunque è dover cedere sulla bomboniera-ballerina in porcellana che piace alla nonna, Chelsea ha dovuto suo malgrado rassegnarsi a vedere la sua lista lievitare. E farsi una ragione delle inevitabili fughe di notizie sulla location, che per sicurezza avrebbe dovuto restare segreta fino all’ultimo. E che probabilmente sarà un sontuoso padiglione di vacanza per l’aristocrazia della East Coast inizio Novecento, proprietà di una coppia di democratici, con una facciata che ricorda vagamente il Grand Trianon di Luigi XIV a Versailles. E se pure questa fosse l’ultima e più sfacciata delle manovre diversive, comunque sugli ettari di parco di Astor Courts si sta già dispiegando la grande macchina da guerra innescata più di un anno fa, quando con coscienza ecologica e abbondanza di punti esclamativi, gli innamorati scelsero la posta elettronica per annunciare nel Giorno del Ringraziamento agli amici: «Perdonate l’e-mail di massa, volevamo augurare a tutti un felice Thanksgiving! E dirvi che ci siamo fidanzati!».
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Da allora Chelsea sfoggia un vistoso anello con diamante e a Rhinebeck sono sbarcati gli agenti della Cia con occhiali a specchio e auricolari. Tra le circa 8mila anime del villaggio, la “macchina” sta reclutando molti studenti, mandando in overbooking gli hotel, occupando militarmente le dimore patrizie per asserragliarvi gli ospiti eccellenti, le forze di sicurezza e il catering. Le nuvole sopra la valle sono affettate dalle pale degli elicotteri. Ma il giorno del sì, per impedire che i paparazzi rubino foto aeree, sarà allestito un faraonico tendone per schermare la cerimonia e i suoi centinaia di ospiti. E se per i super vip sono state blindate le elipiste dei vicini, gli altri potrebbero essere traghettati su treni speciali da Manhattan, lungo la linea ferroviaria dell’Amtrak che passa accanto alla proprietà.
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Nonostante il dispiego di mezzi, il menù sarà a chilometro zero. Racconta Josh Kroner, proprietario del ristorante Terrapin, ingaggiato per organizzare il rinfresco della vigilia: «A parte il tonno con rafano e miso, ogni pietanza arriva dai produttori locali». All’insegna del risparmio anche le bomboniere: alla boutique di bigiotteria del paese sarebbero stati commissionati a due dollari il pezzo, più di 300 sacchettini arancioni. All’interno: il calendario degli agricoltori della valle e stampe con soggetti di api. Roba da rimpiangere la ballerina in porcellana.
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