Charlotte che ha imparato a stare in sella
Mercoledì, 16 giugno 2010 13:58
A 4 anni ha perso il padre. A 5 ha avuto in regalo il suo primo vestito Givenchy. A 12 doveva già fare i conti con una certa sconsiderata ammirazione maschile. Ora che ne ha 24, salta gli ostacoli
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di Ilaria Solari
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Puoi essere bella da togliere il fiato e nel fiore degli anni, sofisticata, brava a scuola e quasi campionessa negli sport. Ma una famiglia complicata alle spalle resta una trappola sulla tua strada. Anzi un ostacolo, parlando di Charlotte Casiraghi, ultima leva di una schiatta blasonata quanto chiacchierata. Per coincidenza, campionessa nella specialità equestre del salto agli ostacoli. Quali ostacoli? Se tuo nonno era il piccolo principe di un piccolo regno, con un palazzo color rosa salmone, e tua nonna era l’attrice di Hollywood più algida e bella, impalmata, trasformata in principessa e scomparsa troppo presto in un incidente d’auto (proprio sul tratto di strada panoramica in cui aveva girato il suo film più celebre), impari a non credere alle favole. E a diffidare delle coincidenze. Se mamma Caroline e zia Stephanie, ai bei tempi giovani e flessuose come modelle, hanno fatto indigestione di vita e amori sbagliati, minacciando di trasformare il regno in una telenovela, potresti decidere, crescendo, di essere un po’ più prudente. Se papà Stefano, la meglio gioventù imprenditoriale brianzola, forte e bello pure lui, l’ha portato via un altro incidente, nel tratto di mare davanti al piccolo regno, quando eri troppo piccola per piangerlo come si deve, ma abbastanza grande da ricordare ogni dettaglio, potresti cominciare a prendertela col destino. O almeno a giocarci a nascondino. Visto poi che quello ha la seccante abitudine di girare come una ruota. Perché ogni blasone vanta i suoi bravi fantasmi: puoi non essere superstiziosa, ma lo prendi come un segno se l’antenata di cui porti il nome era, come te, una principessa dal sangue rosso. Cioè figlia naturale di un principe e di una lavandaia. Fu quella Charlotte, riconosciuta dal padre e mandata sposa in tutta fretta a un certo conte di Polignac, a salvare il piccolo regno, quando rischiava di estinguersi senza eredi. Si dice che tra le sue carte fu ritrovata la profezia di una zingara: preannunciava amori infelici per tutte le principesse del piccolo regno. Forse anche per questo, compiuta la sua missione, l’antica Charlotte scaricò marito e corona e si ritirò da qualche parte in Francia, con l’uomo che amava davvero.
Fai quello che si deve e poi dileguati con grazia: anche un fantasma a volte può insegnarti a vivere. E spianarti almeno un poco la strada dissestata.
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Solo quarta in linea di successione al trono, Charlotte, secondogenita di Caroline di Monaco e Stefano Casiraghi, rischia meno dell’antenata. Chi la conosce bene, in maniera un po’ reticente e chiedendo l’anonimato, la definisce giudiziosa e riservata, “una ragazza che cerca di vivere in modo normale”.
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Il gusto della normalità, piacere che ai più sfugge, deve averlo appreso ai tempi in cui frequentava la scuola elementare del villaggio di Saint-Remy, in Provenza, dove la famiglia si era rifugiata dopo la morte del padre, per sfuggire alla pressione dei curiosi e alla morsa del dolore. Quando sul registro, lei e Andrea, erano gli anonimi fratelli Casi. La stessa normalità dorata che si respirava dai nonni brianzoli, o nel ménage borghese che adottarono poi a Fontainbleau, vicino a Parigi, dove Charlotte e i fratelli continuarono a frequentare le scuole pubbliche.
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Ma il richiamo del rango è di quelli che non si possono ignorare a lungo. Quando mamma Caroline convolò in terze nozze (si dice, ormai al capolinea) con il principe Ernst di Hannover ed ebbe la piccola Alexandra, il cerimoniale monegasco cominciò a reclamare la presenza di una nuova principessa. Avendo bene in mente l’esempio dell’antenata e un elenco preciso di cose da non fare, Charlotte è diventata così maestra di dribbling. E ha preso a scivolare con disinvoltura dai banchi di scuola ai galà della Croce Rossa, dagli spalti d’onore della Formula Uno ai tavoli di McDonald.
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Il suo gioco prevede di tenersi ogni privilegio, ogni atout saldo nel mazzo, scartandolo solo quando la situazione lo richiede: l’allure di principessa, che la rende radiosa e a proprio agio anche in caso di dress code impegnativi - mica per niente il suo primo capo firmato lo ricevette in dono da mamma a 5 anni, un Givenchy, per la cronaca. E la struggente bellezza, la bocca piena, le sopracciglia folte, gli occhi luminosi che la rendono, più di ogni ragazza Grimaldi, un po’ selvatica e irresistibile. Con la stessa destrezza con cui in sella al cavallo salta le siepi, a 24 anni ha finalmente anche imparato a sorvolare su una certa sconsiderata attenzione maschile che l’elesse oggetto del desiderio quando ancora era bambina.
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Se normalità vuol dire avere un posto nel mondo, Charlotte lo sta cercando, e nel giro di amiche “socialite” e “figlie di”, ha deciso di seguire l’esempio dell’unica che al nome di famiglia ha saputo aggiungere qualcosa di suo: Beatrice Borromeo, la fidanzata-contessa del fratello Pierre, che si avvicenda senza un plissé tra i party del jet set e le redazioni impegnate. Laureata in filosofia alla Sorbona, anche Charlotte ha mosso i primi passi nel mondo dell’editoria, con un paio di stage: da un editore parigino e nella redazione del quotidiano britannico Independent. Poi ha messo a frutto l’expertise fashionista, partecipando alla fondazione di una rivista dedicata alla moda sostenibile. E, con la sfrontatezza che solo una principessa di rango può permettersi, ha dichiarato guerra… ai jeans, responsabili di inquinare l’ambiente col loro processo di tintura. Questo non le impedisce di essere la cocca degli stilisti, da Stella McCartney, a Frida Giannini, direttore creativo di Gucci che le ha tagliato addosso la linea da amazzone che sfoggia nelle competizioni internazionali. Per non dire di Karl Lagerfeld, che la chiama “musa”, e, si mormora, potrebbe dedicarle un mese del prossimo Calendario Pirelli.
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E se normalità vuol dire un fidanzato stabile, Charlotte ne ha collezionati in numero modesto, viste le circostanze. Il fortunato in carica è Alex Dellal, figlio del miliardario anglo-iraniano Guy Dellal e della top model brasiliana Andrea, titolare della galleria d’arte più cool di Londra, dove la giovane principessa si è trasferita per stare vicino al suo amore. I più informati la descrivono innamorata e più morbida del solito. In effetti, nelle foto recenti l’adorabile broncio si scioglie sempre più spesso in un sorriso. E pazienza se il nostro ha fama di playboy a caccia di ereditiere: con o senza cavallo, in caso di rischio, c’è sempre e soltanto una cosa da fare: prendere la rincorsa e dileguarsi.
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La mia Charlotte non soffrirà come Caroline
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