A marzo si vota godetevi il film
Giovedì, 4 febbraio 2010 13:34
Le elezioni regionali sono sempre state rilevanti. Le Regioni gestiscono notevoli poteri amministrativi e legislativi, dei quali il più importante è il settore della sanità. Nell’ultimo decennio queste elezioni hanno sempre pesato anche sul destino nazionale dei partiti: il caso più famoso rimane ancora oggi quello delle dimissioni da premier di Massimo D’Alema dopo la sconfitta alle regionali del 16 aprile 2005. Dunque elezioni importanti, ma sempre abbastanza noiose, cioè prive di quel glamour che circonda le nazionali politiche.
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La tornata elettorale del 28 e 29 marzo si configura invece non solo come rilevante, ma anche eccitante. Per due ragioni. La prima è che questa volta la competizione potrebbe portare a un ribaltamento nei rapporti di forza locali. Alle urne si va in 13 regioni dove si è votato nel 2005: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Di queste, almeno cinque sono in bilico, con la possibilità che passino dal centrosinistra al centrodestra. Se avvenisse questo ribaltone, i risultati certificherebbe il livello di consenso di cui gode il premier Silvio Berlusconi anche dopo questo ultimo difficile anno. E metterebbero il centrodestra in grado di affrontare da una posizione di forza i prossimi argomenti nell’agenda di governo, come la riforma costituzionale e la riforma della giustizia.
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L’obbiettivo dell’opposizione è diametralmente opposto: nelle regionali il Pd cercherà di arginare “l’onda lunga” del consenso di cui gode l’attuale governo, cominciata con le politiche 2008 (vinte con numerosi punti percentuali di distacco) e dalle numerose elezioni amministrative e regionali vinte sino ad oggi, come le regionali in Friuli Venezia Giulia (aprile 2008), Abruzzo (dicembre 2008) e Sardegna (febbraio 2009).
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Tra i due poli ci sono altri interessi politici. Ci sono poi formazioni minori che partecipano: l’Udc di Pier Ferdinando Casini deve dimostrare di avere una dimensione tale da poter continuare a giocare il ruolo dell’alleato determinante; è lo stesso interesse, sul versante sinistra, di Di Pietro con il suo movimento politico IdV.
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In aggiunta a questa partita, c’è poi, come si diceva, un elemento glamour, come non accadeva da anni, legato ai nomi scesi in campo. Due donne in Lazio, Bonino e Polverini, il riaffermarsi della stella di Vendola in Puglia anche a spese del Pd, la guerra per la candidatura fra Bassolino e De Luca in Campania, e poi l’emergere di leghisti come Zaia in Veneto e Cota in Piemonte. Si tratta di personaggi conosciuti, ma che assurgono a un ruolo nazionale per la prima volta. Non sarà facile per gli sfidanti: sui seggi attuali dei governatorati siedono infatti personaggi di ottima tempra, come Roberto Formigoni in Lombardia e Mercedes Bresso in Piemonte. La durezza della sfida ci prepara dunque a un vero e proprio girone di duelli tra gladiatori. Allora, come si dice al cinema, sedetevi, rilassatevi e godetevi il film.
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di Lucia Annunziata - Editorialista de La Stampa, ogni domenica conduce In 1/2 h su Raitre. Vive tra l’Italia e gli Stati Unit
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