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Il rischio di confondere banane con brioche

Il rischio di confondere banane con brioche

Per la serie “daje al carrello di Anna Finocchiaro”, doponil tormentone dell’Ikea ecco il caso Sma. D’accordo, le scorte ai politici sono troppe ed è giusto vigilare su come vengono impiegate. Ma chi è sotto protezione lo è ovunque, che vada al supermercato, alle cene eleganti o alle manifestazioni contro la magistraturaA dispetto di tutte le cose gravi e importanti, nella mia testa continua a ronzare, molesta, la storia delle banane di Anna Finocchiaro. Una piccola vicenda esemplare, che mi pare fissi con precisione il punto in cui siamo e dal quale fatichiamo a uscire. Dunque: stando a quanto divulgato dall’Espresso online, la senatrice Finocchiaro, già fotografata all’Ikea insieme agli uomini della scorta che l’aiutavano a visionare padelle antiaderenti e spingere il carrello, ci sarebbe “ricascata” al supermercato. Alle sette di un giovedì sera, rientrando a casa, si sarebbe fermata a fare la spesa – come capita un po’ a tutte – solo che lei, precisa l’articolo, era «sorridente e rilassata»; e lì, nel reparto ortofrutta, si sarebbe consumato il misfatto: gli agenti in servizio di protezione avrebbero collaborato nel reperire buste di plastica, scegliere e pesare delle banane.Fin qui i non sensazionali fatti: Finocchiaro ha smentito, precisando d’aver scelto, pesato e imbustato personalmente le sue banane, il giornale ha confermato la propria versione, la senatrice ha annunciato querela, eccetera. Quel che colpisce sono piuttosto le reazioni. I giudizi sommari, soprattutto maschili, soprattutto online, che ne sono seguiti: qualcuno, giuro, ci ha persino visto delle analogie con Maria Antonietta. Ragazzi, possiamo parlarne? Siccome stavolta non ci sono fotografie, la scena bisogna un po’ immaginarsela.La prima cosa che mi sono chiesta io, per esempio, è quante banane possa mai aver acquistato Finocchiaro per giustificare – oltre a quello che, di commento in commento, ha finito per assumere le proporzioni d’un massiccio intervento delle forze dell’ordine – una così ferma riprovazione popolare.La seconda è se c’entri il fatto che Finocchiaro è donna, posto che chi è scortato lo è ovunque, che vada dal fruttivendolo, alle cene eleganti o alle manifestazioni contro la magistratura.E infine: sarebbe davvero così strano se un agente gentile, o anche solo desideroso di far presto («Su, forza, imbustiamo ’ste banane e andiamo a casa...»), desse eccezionalmente una mano a una signora alle prese con qualche chilo di frutta o una scaffalatura Billy?Ci sarebbe l’opzione di limitare le scorte ai politici. Giusto. In fin dei conti le paghiamo noi e le persone sotto protezione in Italia sono ben al di sopra della media europea. Qui, però, tocca decidersi. Perché l’antipolitica qualunquista delle ronde nei ristoranti (dopo Franceschini, è toccato alla Polverini), e pure una fissazione nei confronti della spesa della Finocchiaro, porteranno all’aumento delle auto blu. Meglio pensarci. E senza confondere banane con brioche....